Andiamo verso una situazione fallimentare
Solo Cristo ci indica la rotta
Spesso mi stropiccio gli occhi, come se soffrissi di traveggole: fisso oggetti lontani, e mi accorgo di cambiar loro identità molte volte. È lo stesso fenomeno che mi tormenta quando mi accingo a far certe analisi socio-culturali; superficialmente la situazione sembra darti un certo tipo di risposte, ma approfondendo ti accorgi che le cose sono tutt'altro che semplici. Se entri in una casa o in un'azienda e le trovi ordinate o in disordine, hai già davanti un quadro clinico difficilmente smentibile.
Ultimamente ho visitato un'azienda: erbacce nei cortili, il disordine ovunque; le facce scure degli operai mi facevano intuire subito l'aria che tirava. Più avanti incrociai tre signori: un noto avvocato, più due finanzieri; il fallimento era nell'aria. In Italia sorgono migliaia di aziende di ogni tipo, e con lo stesso ritmo ne scompaiono altrettante; per alcune la causa è la cattiva gestione, ma per tante altre è il mercato che non tira più.
Sull'argomento si sprecano i talk show: eminenti esperti vengono interpellati perché diano la loro dotta risposta per la gioia dell'auditel e dei tanti fans che li seguono; a volte mi danno l'impressione di un gruppo di studiosi in una sala di anatomia: il morto c'è, e niente ci si può fare. Oggi mentre sono in chiesa e penso alla situazione mondiale, mi viene in mente tutto questo.
Spaventano i numerosi punti caldi del pianeta: Congo, Burundi, Uganda, Bosnia, Kosovo, Angola, Sierra Leone. Ovunque dovrebbero tacere le armi, così almeno gli accordi stipulati solennemente parlano; cioè per giornali e mass media in genere non c'è più la guerra. Ma invece le cose continuano come prima o peggio di prima; le parti fingono di essere interessate alla pace, mentre la violenza continua sulla testa della povera gente nonostante tutti gli accordi siglati. Penso alle centinaia di migliaia di persone che vagano nelle foreste dell'Africa, nel terrore quotidiano di essere individuati e fatti fuori nelle forme più spicce e brutali; è vita inumana, senza certezze e sicurezze, in balia della ferocia del proprio simile. A volte l'obiettivo impietoso della telecamera mette a fuoco, lo scenario spaventoso causato dalla follia umana: case e paesi messi a ferro e fuoco, mine disseminate ovunque; persone sbrindellate e tanti cadaveri di donne, bambini, vecchi, fosse comuni; è uno scenario da incubo.
In un periodo di declamata ricchezza e grandezza ci sono milioni che muoiono di fame; mentre sono sempre presenti l'analfabetismo, la schiavitù, la prostituzione, il lavoro minorile. Sono saltati i valori base, e l'uomo moderno vagola senza veri orizzonti; la gioventù ha tagliato il ponte col passato avida di riempire in qualche modo il presente; ed anche in religione il vero Dio è spesso accantonato per far spazio all'idolo di turno che ci fa comodo; in fin dei conti, si pensa, anche più idoli possono convivere insieme.
Siamo davvero in una situazione di confusione e di disordine: aria di fallimento mondiale? Per ritrovare anche solo un raccordo con la vera ragione umana bisogna avere il coraggio di fare il punto e iniziare tutto da capo. Non servono scorciatoie o surrogati. Solo il Cristo ci ha indicato la soluzione per l'uomo vero per un futuro certo: "lo sono la via - la verità - la vita".
È un messaggio scheletrico ma essenziale, a cui pochi uomini nella storia hanno prestato attenzione; ma è la soluzione vera di tutto il rebus umano.








