Amore per il bene, odio per il male
Il comune di Russi il 7 dicembre ha organizzato una manifestazione per la pace e la fratellanza in piazza Dante, luogo di ritrovo e inizio della fiaccolata per le vie del centro cittadino. Russi è famosa nella storia ravennate per i suoi illustri concittadini e per la fiera dei sette dolori dell’Addolorata, iniziata con la spiritualità dei Servi di Maria. La cittadina è stata un crocevia culturale e oggi cerca di continuare questa bella tradizione.
La storia di ieri e di oggi
In corso Farini, per andare alla chiesa di San Francesco, si trova la lapida commemorativa di Domenico Antonio Farini, assassinato il 31 dicembre del 1834 da due violenti facinorosi sanfedisti e sepolto senza commemorazione funebre. Nello stesso corso, si può vedere anche la bottega “Altromercato”, del nuovo commercio equo e solidale, per cambiare le strutture di sfruttamento mondiale delle cose e delle persone.
La fiaccolata è passata in piazza Baccarini, dove si trovano le lapidi murali dei caduti di guerra. È il segno che i cittadini di Russi hanno partecipato e sofferto per la storia nazionale. Dopo la fiaccolata, la consigliera comunale, a nome del sindaco Sergio Retini, ha salutato i partecipanti e gli organizzatori della marcia come dicevano gli striscioni “Russi per la pace-no alla guerra”.
Letture, musica e preghiera
Di fronte agli attuali episodi di guerra e terrorismo è conquista di civiltà accogliere i profughi. La pace è sempre più forte della violenza. Sono stati letti alcuni passaggi della lettera di Antoine Leris alla moglie, vittima del Bataclan di Parigi, e tanti scritti di spiritualità e teologia ecumenica, ricchi di speranza per una nuova e pacifica convivenza, intervallati dalla musica di Benedetta e Valeria.
Non è la religione in sé che è fonte o punto di partenza per la violenza, è il cuore dell’uomo, come diceva Gandhi: “Chi non ha il cuore in pace, è in guerra col mondo intero”.
Il parroco don Claudio Bolognesi ha esortato a superare le paure. Il rappresentante del consiglio islamico Mostapha Boutaleb ha invitato a scambiare il saluto arabo Assalaamu aleiKum per le strade, perché uno dei 99 nomi di Dio è pace. I musulmani hanno pregato sul tappeto e l’imam ha guidato la preghiera. Noi credenti cristiani poi abbiamo recitato la preghiera francescana “Signore fammi strumento della tua pace”. La suonata di flauto ha concluso l’incontro.
Ora dobbiamo vivere, nella società civile, l’amore per il bene e l’odio per il male, secondo Allah; le cose belle buone e vere che ci ha detto Gesù; i principi e i valori della costituzione del nostro paese.







