Amare la nostra vocazione Saveriana
Il titolo di questo articolo è lo stesso che ha accompagnato la scorsa estate i lavori del XVIII Capitolo Generale dei Saveriani che, per la prima volta nella storia della Congregazione, si è celebrato in terra Africana e più precisamente a Bukavu in Congo RD.
Per noi Saveriani è questa una terra importante, dove tantissimi confratelli sin dal 1958 hanno svolto il loro servizio ed alcuni hanno pure incontrato il martirio facendo così il dono di sé “fino alla fine”. Eravamo 41 confratelli di 10 nazionalità diverse in rappresentanza delle 20 Circoscrizioni in cui siamo presenti nel mondo. Dall’ascolto delle relazioni ne è uscito un nuovo volto del nostro istituto capace di guardare al futuro con speranza: più internazionale e interculturale, dinamico e creativo, nonostante le fragilità, messe in luce anche dalla pandemia del Covid-19, oltre che dai fenomeni dell’invecchiamento, della malattia e del drastico calo delle vocazioni soprattutto nel Nord del mondo (Europa e America).
In un momento storico dove, a tutti i livelli, i valori fondanti sono messi in discussione, ci siamo voluti ribadire quelli che sono per noi i principi fondamentali che definiscono la “cultura saveriana”. Li potremmo riassumere in questa triade: annuncio come condivisione della gioia del Vangelo; dialogo come impegno di conoscenza e di incontro con l’altro culturalmente e religiosamente diverso; liberazione come promozione umana sempre dalla parte degli ultimi, declinata nei nuovi paradigmi dell’amicizia sociale e dell’ecologia integrale. Tutto questo vissuto all’interno di una comunità di fratelli consacrati in cui, liberi da strutture ingombranti, possiamo condividere la nostra vita nella semplicità, consapevoli che una comunità che dialoga, programma e lavora insieme è già testimonianza missionaria.
Compito di un Capitolo è anche quello di eleggere la nuova Direzione Generale. Essendo stato scelto come Vicario Generale, e dovendomi dunque trasferire a Roma, colgo l’occasione per salutare tutti gli amici e benefattori di Parma che con fedeltà e perseveranza continuano ad accompagnare il nostro cammino. Dopo un bel pezzo di vita in terra colombiana, gli anni trascorsi a Parma nello studentato sono stati per me occasione per ritornare alla sorgente dove è nato il nostro carisma. È questa la terra che ha dato i natali a Mons. Conforti, il luogo in cui ha svolto il suo ministero episcopale e dove ha ricevuto l’ispirazione per fondare un Istituto esclusivamente missionario.
Durante il Capitolo, abbiamo fatta nostra l’espressione “Famiglia Carismatica Saveriana” intendendo tutti coloro che trovano nel Cristocentrismo Confortiano (In omnibus Christus), nella fratellanza universale (Fare del mondo una sola famiglia) e nella missione una continua fonte di ispirazione per vivere la propria vita cristiana. Sentendoci dunque fratelli, anche se geograficamente più distanti, il cammino prosegue insieme!







