Am. Latina: Due messicani e un brasiliano in missione/3
Sono brasiliano, secondo di cinque fratelli, e ho 31 anni. La mia vita si è svolta con tante difficoltà, ma nonostante tutto è stata una vita felice, con una famiglia che mi ha sempre voluto bene. Avevo 3 anni quando mia madre, lasciata sola, è tornata in campagna dai nonni, con i quali sono cresciuto. Una notte la casa si è incendiata, mentre io dormivo dentro; mi hanno salvato che ero già tutto ustionato. Quando penso all'infanzia, ricordo quel fuoco che mi faceva tanta paura. Divenuto grande, ho cominciato a riflettere sulle parole del profeta Isaia: "se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare; perché io sono il Signore tuo Dio" (Is 43,2b-3).
Per frequentare la scuola sono tornato in città dalla mamma, che viveva con il secondo marito. I rapporti con lui non erano tanto belli, ma tutto sommato c'era un clima di rispetto. Dopo 4 anni sono tornato in campagna dai nonni, per aiutare nel lavoro e fare loro compagnia.
Una grande donna, con una fede incredibile
A 13 anni, è venuto a mancare il nonno, una persona fondamentale nella mia vita, e sono tornato dalla mamma in città. Studiavo e lavoravo un po' per aiutare nelle spese di famiglia. Ho lavorato nei campi, in un mercato e in una farmacia come office boy. Il marito di mia madre si ubriacava e ci umiliava, come aveva fatto anche il papà. Questa situazione mi faceva stare male e a 15 anni andai ad abitare con un'altra famiglia in città.
Ma la mamma mi ha insegnato tante cose belle. Una di queste, è stata la fede e la speranza che lei ha sempre avuto. Tante volte l'ho vista piangere, ma mai lamentarsi; ha sempre lottato per vincere le difficoltà della vita; ha sofferto la fame per dare da mangiare ai figli. Non ci ha mai abbandonati e ha sempre cercato di darci una buona educazione.
Pur avendo una certa età, si era rimessa a studiare per fare l'università, e oggi è una grande donna, con una fede incredibile, che ha cercato di trasmettere a noi i figli. Questo ho imparato da lei: non fermarmi mai davanti alle difficoltà della vita, ma sperare sempre nel Buon Dio. Ci ha insegnato tante preghiere, ci ha sempre mandato al catechismo e a Messa. Così ho partecipato al gruppo giovanile e agli incontri pastorali.
Finché un bel giorno mi hanno fatto la proposta di diventare prete. Io rifiutai dicendo che non era per me. Ma il prete continuò a insistere; per farlo contento, andai ad alcuni incontri vocazionali organizzati dalla diocesi, ma non mi sentivo a mio aggio.
Amo la missione, Dio sarà con me
Un giorno andai a trovare p. Valeriano Ruaro a Londrina, dove i saveriani hanno un seminario. Sono rimasto colpito del clima familiare e missionario che si respirava in quella comunità e chiesi di fare un cammino di discernimento. Avevo 20 anni quando sono entrato nel seminario di Londrina. Ho fatto una bella esperienza spirituale e umana, con il desiderio di donare tutta la mia vita per il regno di Dio, cosciente della scelta fatta e di tutto ciò che questa comporta.
Così ho studiato filosofia e ho fatto il noviziato diventando saveriano nel 2002. Poi sono stato mandato a Parma per studiare teologia. Dopo un anno di esperienza pastorale a Desio come diacono, sono stato ordinato sacerdote il 30 agosto 2008 nella mia parrocchia "Nossa Senhora das Graças", a Centenario do Sul diocesi di Londrina. La mia ordinazione sacerdotale è il regalo più bello alla mamma: lei è molto contenta di questo dono di Dio, e anch'io provo grande gioia.
Desidero vivere questo mio sacerdozio nella semplicità e nella fedeltà a Dio, fonte della mia vocazione. Sarò missionario in Congo. Non so cosa mi aspetta, ma so che amo questa missione, e sono sicuro che Dio sarà con me e mi aiuterà sempre a fare la sua volontà. Pregate con me, perché possa essere fedele al suo progetto d'amore.








