“Adesso sono anche decorato!”
C’era l’atmosfera delle grandi occasioni nell’auditorium “San Barnaba” di Brescia la sera del 19 dicembre scorso. Era presente il primo cittadino Emilio Del Bono e molti altri rappresentanti delle istituzioni per la tradizionale consegna del “Premio Bulloni”, che include diversi premi fondati da famiglie o imprese private.
È un evento annuale che mostra il riconoscimento della politica, della cultura e del mondo imprenditoriale per i bresciani che si sono distinti per servizio, solidarietà e iniziativa nel territorio o all'estero. Il pubblico, che ha colmato la grande sala, è stato accolto con cordialità e stile, e la cerimonia è stata condotta con gioiosa formalità.
Vite dedicate al vangelo
Ho notato che un buon numero di premi è stato assegnato a personale religioso: sacerdoti diocesani, suore di clausura, laici e missionari. È un segno che la città riconosce l'impegno di coloro che dedicano la vita al servizio degli altri, ispirati dal vangelo.
Padre Girolamo Pistoni, originario di Sant'Eufemia, ha ricevuto il premio intitolato al “Cavalier Faustino Anselmi”, per il suo servizio in Sierra Leone durante la guerra civile e, attualmente, per l'assistenza alle famiglie colpite da ebola.
Durante la guerra p. Girolamo era stato tenuto prigioniero e poi gravemente ferito. Si temeva per la sua vita, ma grazie a Dio, dopo lunga convalescenza è tornato in missione. Il nostro missionario non si aspettava alcun riconoscimento. Ha accolto il premio con riconoscenza e lo ha fraternamente condiviso con gli altri confratelli saveriani in Sierra Leone. Congratulazioni, p. Girolamo!
Ecco le parole che p. Girolamo ha scritto quando ha ricevuto la notizia.
Padre Pistoni: “Il pericolo c’è ancora”
“Caro mons. Giorgio, grazie per aver raccolto il premio a nome mio; è stata una sorpresa per me ricevere la notizia di questo importante riconoscimento bresciano. Adesso i miei cari confratelli mi prendono in giro perché, oltre che martire (fallito), sono anche decorato! Più che a me, è un riconoscimento dato a tutti i saveriani e a quelli che lavorano qui, senza fare tanto rumore.
Sono sicuro che a Brescia avrete passato un Natale sereno. Noi lo abbiamo trascorso in casa, perché per cinque giorni, eccetto la mattina di Natale per celebrare le Messe, siamo stati obbligati a rimanere in casa, per evitare festeggiamenti pericolosi per la diffusione del contagio di ebola; e domenica 28, festa della Sacra Famiglia, siamo rimasti proprio in… famiglia, senza poter celebrare la Messa nelle chiese.
Nonostante queste misure, non mi sembra che la situazione migliori molto, visto che ci sono una trentina di nuovi casi ogni giorno in Sierra Leone. Anche la nostra parrocchia ha più di cento persone in quarantena, e noi li aiutiamo come possiamo, con un po’ di riso e companatico”.
p. Girolamo Pistoni, sx







