A Udine 65 anni dopo…
Mi ricordo quando ho svolto il compito di “prefetto” nella comunità di Udine, accompagnando il gruppo di aspiranti missionari che frequentavano i primi anni del ginnasio. Era un gruppo numeroso e vivace di ragazzi che si preparavano a diventare saveriani.
Un anno di crescita
Era l'anno scolastico 1951-1952 e avevo terminato i tre anni di studi di filosofia. Come si era soliti fare in quell'epoca, ero stato inviato nella comunità di Udine per l'anno di tirocinio come "prefetto", prima di iniziare i quattro anni di teologia che mi avrebbero portato all'ordinazione presbiterale e poi all'invio in missione.
Feci l’esperienza dell’insegnamento e, soprattutto, di guida del numeroso gruppo di ragazzi che stavano compiendo i primi passi verso la vita missionaria. Fu un anno di crescita sia per loro che per me. Era necessario aiutarli in tutto con il buon esempio: nella preghiera, nello studio, nel lavoro, nei momenti liberi.
Tra ricordi passati e il presente
Ora mi trovo nuovamente a Udine, dopo 65 anni trascorsi in gran parte in Congo RD e nell'Amazzonia Brasiliana. Faccio parte del gruppetto di saveriani (tre) che vivono nella casa di Rizzolo. Svolgiamo attività di animazione missionaria e vocazionale e ci prendiamo cura della casa e del terreno circostante.
Personalmente, cerco di rendermi utile come posso, con la speranza di poter tornare in missione. Del primo anno trascorso a Udine (nel millennio scorso), ho ancora chiaro il ricordo della popolazione friulana, accogliente e generosa, ma specialmente della forte determinazione trasmessa con l'esempio dato ai loro figli che si incamminavano verso la vita missionaria.
Per tutto questo, ringrazio ancora una volta il Signore che mi ha fatto conoscere i friulani, che mi hanno aiutato a crescere nella risposta all'invito di essere un saveriano.
Grazie anche a tutti coloro che ho incontrato in quel tempo trascorso insieme a Udine.







