A Magredis ricordano fratel Isaia Vidale
Queste testimonianze, brevi e semplici, dimostrano che, dopo tanti anni, il ricordo di fratel Isaia è ancora vivo nel cuore di chi l’ha conosciuto.
Lacrime d’amore per la Cina
Ricordare fratel Vidale, ora che ho 85 anni, è come ritornare agli anni più belli della mia vita. Significa, soprattutto, ricordare una persona in cui vivere e respirare erano tutt’uno con il suo essere saveriano. Viveva l’ideale missionario con la semplicità di un bambino e con la dedizione totale di un martire.
Un episodio. Una domenica sera era arrivato nella comunità di Magredis, che frequentava spesso e dove si sentiva accolto e amato, per proiettare un filmato sulla Cina. A un certo punto, davanti alla comunità che riempiva la chiesa, spiegando la situazione della missione in Cina, è scoppiato in un pianto a dirotto e irrefrenabile. Quelle lacrime erano più eloquenti di qualsiasi predica; erano la prova del suo appassionato amore per quella terra e quella missione. Così è rimasto nei miei pensieri e nel mio cuore, con questa sua trasparente luminosità di un innamorato del vangelo e della sua vocazione di missionario saveriano.
don Lionello Remor.
Il camioncino stracarico
Fratel Vidale era una persona semplice. Con lui l’intesa era immediata. Era felice e soddisfatto quando poteva caricare il vecchio camioncino più di quanto potesse. Veniva a prendere quello che gli preparavamo per gli animali domestici, nel cortile della canonica di Magredis. Curava gli animali con tanto impegno perchè servivano per nutrire i ragazzi dell’istituto dei missionari saveriani di Udine.
signora Vilma.








