45 anni di generosa collaborazione
Il 9 aprile 1961, p. Morandi organizzò il primo convegno delle delegate saveriane e delle amiche dei missionari saveriani a Macomer. Sono passati 45 anni. Chi era presente, come Giovanna Deriu, quel giorno se lo ricorda ancora bene e magari conserva la pagina di giugno 1961 di “Sardegna Missionaria”, come si chiamava allora la pagina di “Missionari Saveriani” di Macomer.
Tre impegni importanti
Al convegno, p. Morandi aveva ricordato i tre impegni delle delegate missionarie saveriane:
• la preghiera per le vocazioni missionarie, in modo da rafforzare l'amicizia nata dall'incontro con gli apostolini e far crescere il numero degli aspiranti alla vita missionaria;
• aumentare i lettori di “ Missionari Saveriani ” per far conoscere le missioni dei saveriani in Africa, America e Asia;
• promuovere l'iniziativa speciale di donare una sedia per arredare le aule degli apostolini , come allora venivano chiamati i ragazzi studenti nell'istituto missionario; senza dimenticare, l'adozione di un allievo missionario.
Padre Morandi voleva aumentare anche il gruppo missionario degli “ Amici Saveriani ”, nato nel 1954 e aperto a tutti i laici, interessati alle missioni. Lo spirito missionario era sostenuto dalla preghiera universale come il rosario missionario e dagli incontri di amicizia e di formazione con i saveriani.
Tanto zelo missionario
La tradizione delle delegate missionarie saveriane nelle parrocchie per tenere vivi i legami con i nostri amici, benefattori e abbonati risale ai tempi di p. Angelo Lampis, primo saveriano sardo.
In questi 45 anni, alcune delegate sono passate alla casa del Padre. Tutte, però, hanno svolto una preziosa attività di animazione missionaria nei loro paesi. Qualche esempio. Marta Agus e Francesca Ibba, che distribuivano “Missionari Saveriani” e “ Famiglia Cristiana ”, aprendo gli orizzonti del loro paese ai problemi del mondo e della chiesa. Mariuccia Carboni e Lucia Solinas Monserrata hanno frequentato gli incontri annuali delle delegate per tener vivo lo spirito missionario.
Alcune mamme di Macomer, inoltre, lavavano e rammendavano la biancheria dei ragazzi che venivano da paesi lontani, come ricordano le delegate Agnese Farina e Ines Cecilia Fadda. Infine, Raffaella Salaris nel 1989 ha creato a Macomer il gruppo del rosario missionario del martedì, che continua tuttora sotto la guida di fratel Gino Masseroni.
Le “postine della carità”
Nello statuto degli “Amici Saveriani” si legge che i benefattori partecipano ai meriti della Messa quotidiana perpetua, celebrata nella casa madre di Parma. Inoltre, ogni anno si celebra nelle comunità saveriane sarde l'ottavario di preghiere per gli amici defunti. Quest'idea è nata nel 1980 da p. Ernesto Luviè, su suggerimento del sardo p. Mario Mula, ed è conosciuta col nome “Otto dies a sas animas”. È un'iniziativa di preghiera fraterna alla quale le delegate dei vari paesi collaborano generosamente, facendo le postine della carità.
Guardando la nostra storia, si deve dire che per tutti questi anni le delegate hanno collaborato in modo esemplare con le missioni e con i saveriani sardi. Ricordiamo p. Picci e p. Giua in Giappone, p. Cabras e fratel Murgia in Brasile, p. Ibba e fratel Saderi in Congo, p. Caria e p. Casula in Sierra Leone, p. Spina e p. Abis in Indonesia e tanti altri.
Invito all'adozione spirituale
Oggi, le delegate sostengono la formazione dei giovani saveriani nei tre continenti dove ci sono i noviziati e le teologie internazionali. Anche i missionari sardi vi lavorano: p. Mattu, finché era in buona salute, ha seguito i giovani saveriani a Duala in Camerun; p. Orrù e p. Milia sono maestri dei novizi, rispettivamente in Indonesia e nelle Filippine.
Per questo motivo, nel cinquecentesimo anniversario della nascita di san Francesco Saverio, invitiamo all'adozione spirituale di un aspirante saveriano perché, con l'aiuto di Dio, continui nella scelta della vita missionaria.








