3 auguri per un anno felice! Extra comunitari, immigrati e clandestini
(liberamente tratto da un racconto di A. Ghebreigziabiher, pubblicato su"Cem Mondialità", ottobre 2012)
Come le benedizioni, gli auguri non sono perfetti se non sono accompagnati da almeno tre desideri. Se decidessimo per quest'anno di cambiare un po' il nostro modo di vedere per essere più positivi, diventerebbe un anno migliore. Vedere positivo è un impegno, per realizzare tre desideri... Una storia può aiutarci a capire il senso di questo nostro augurio.
Extra, con qualcosa in più
Un giovane africano che sta arrivando in Italia con lo zio, che ci è già vissuto per anni, chiede: "Cosa significa extra-comunitario?". Lui risponde: "È una bella parola. I comunitari sono quelli che vivono tutti in una stessa comunità, come gli italiani; l'extra-comunitario è colui che entra a farne parte arrivando da lontano.
Non appena i comunitari lo vedono, capiscono subito che ha qualcosa che loro non hanno, qualcosa che non hanno mai visto, un extra, cioè qualcosa in più. Ecco, un extra-comunitario è qualcuno che viene da lontano portando qualcosa in più, una cosa bella, anzi bellissima".
Per essere immi ... grati
Il ragazzo chiede di nuovo allo zio, con il quale sta venendo in Italia: "Cosa significa immigrato?". Lo zio risponde: "Immigrato è una parola ancora più bella di extra-comunitario. Devi sapere che quando noi extra-comunitari arriveremo in Italia e inizieremo a vivere lì, diventeremo anche immigrati. Siccome un extra-comunitario porta alla comunità qualcosa in più di bello, tutti gli italiani con cui faremo amicizia ci diranno "grazie": ci saranno grati. Da qui la parola «immi-grati»".
Il destino del tuo clan
Infine ci auguriamo di poterci impegnare a scoprire l'onore di sentirci clandestini. Il nostro ragazzo chiede di nuovo allo zio: "E cosa vuol dire clandestino?". Questa volta lo zio deve compiere un enorme sforzo per sorridere, tuttavia riesce nell'impresa: "Clandestino... Sai, questa è la parola più importante. Noi extra-comunitari, prima di diventare immi-grati, siamo clandestini.
I comunitari, come quasi tutti gli italiani che incontrerai, molto probabilmente ancora non lo sanno che tu hai qualcosa in più di bello; qualcuno di loro potrà al contrario insinuare che sia qualcosa di brutto. Tu non devi credere a queste persone, mai. Promettilo!". Il tono dell'uomo diviene all'improvviso aggressivo, malgrado il nipote non se ne accorga.
"Lo prometto!", si affretta a rispondere il ragazzo. "Per quanto le persone possano negarlo, prosegue lo zio, tu sei qualcosa in più di bello e questo a prescindere se tu diventi un immi-grato o meno, a prescindere da quel che pensano gli altri. E lo sai perché?".
"Perché?". "Perché tu sei un «clan-destino». Tu sei il destino del tuo clan, cioè della tua famiglia. Tu sei il futuro dei tuoi cari...".
Ecco il nostro augurio
Auguriamoci per questo anno di sentirci extracomunitari, come lo è stato e lo sarà sempre Gesù, venuto sulla terra dalla Patria celeste. Il nostro secondo augurio è che possiamo riscoprire la gioia di sentirci immigrati. Ci auguriamo, cioè, di essere grati verso tutti coloro che incontriamo e di accogliere la gratitudine degli altri, perché siamo grati a Gesù.
Ci auguriamo, infine, di essere quest'anno clandestini, perché siamo il destino dei nostri cari, della nostra famiglia. Se in Cristo, clandestino per eccellenza, noi tutti siamo fratelli e sorelle, allora siamo il «destino», il futuro gli uni degli altri e del mondo intero. Se ne saremo convinti, nessuno e niente ci potrà fermare! Buon anno nuovo, sereno e felice!








