Skip to main content
Condividi su

Due anni fa eravamo a Yifin, villaggio sperduto a nord della Sierra Leone, raggiungibile solo attraverso strade accidentate. Siamo accolti come fossimo le persone più importanti del mondo. Non c’è la confusione delle grandi città, non ci sono strade asfaltate, elettricità, negozi, acqua in casa e ci colpisce. Ma la gente fa di tutto per servirci. La veglia di Natale è illuminata solo da un fuoco caldo che scoppietta davanti alla chiesa.
I tamburi iniziano a suonare e noi a cantare, danzando intorno al fuoco. La chiesa è semplice, ma accogliente e con le porte spalancate, come il cuore di questa gente. Iniziamo l’Eucarestia e sembra proprio di essere nella mangiatoia, lì, in quella grotta tra i pastori, non una luce, solo il corpo di Cristo sull’altare è illuminato da un piccolo bagliore. Il giorno di Natale, dopo la celebrazione del mattino, condividiamo il pranzo, cattolici e protestanti. Pian piano la mensa prende forma nella piazza della scuola… Le persone si aggiungono lentamente e nessuno sembra in ritardo. La musica sembra quella da discoteca, ma non stona in mezzo a tutti questi colori e vivacità. È bello condividere la mensa, sembra una festa di paese. Cosa renderemo a questo popolo per quello che ci ha dato? Questa gente che confida così tanto nel Signore da accogliere tutti i figli possibili perché, ci dicono, sono una ricchezza. Questa gente gioiosa e festosa nella povertà. Questi bambini che ti abbracciano come fossi un loro caro, che giocano con tutti, con tutto. Questo popolo grato per ogni cosa e per ciascuna persona, poco o niente, buona o cattiva. Saranno le nostre mani pronte e aperte come quelle di queste donne e questi uomini? Sapremo custodire questa semplicità del cuore? Sapremo custodire la ricchezza di questa piccola mangiatoia?



Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito