AMORE DATO E RICEVUTO
Esperienza Missionaria nella R. D. CONGO 2019
Non abbiate paura di andare e portare Cristo in ogni ambiente, fino alle periferie esistenziali, anche a chi sembra più lontano, più indifferente. Il Signore cerca tutti, vuole che tutti sentano il calore della sua misericordia e del suo amore».[94] E ci invita ad andare senza paura con l’annuncio missionario, dovunque ci troviamo e con chiunque siamo, nel quartiere, nello studio, nello sport, quando usciamo con gli amici, facendo volontariato o al lavoro, è sempre bene e opportuno condividere la gioia del Vangelo. Questo è il modo in cui il Signore si avvicina a tutti. E vuole voi, giovani, come suoi strumenti per irradiare luce e speranza, perché vuole contare sul vostro coraggio, sulla vostra freschezza e sul vostro entusiasmo. (Christus vivit 177)
Noi partiamo. Cosi gli studenti saveriani di Parma scandivano in un video. Sì, noi partiamo. Dove? Partiamo a Goma e Bukavu nella repubblica democratica del Congo. Patiamo per incontrare genitori, fratelli maggiori e minori. Partiamo per incontrare i nostri coetanei. Partiamo per incontrare cultura diversa, cibo diverso, clima diverso. Partiamo in un paese diverso dal nostro. Partiamo. Manca pochissimo. Due settimane e siamo a Goma dove ci attendono la comunità dei missionari saveriani, i parrocchiani: bambini, giovani, mamme e papà. Li vogliamo abbracciare, sorridere con loro, condividere un pezzo di strada con loro, stare con loro.
Partiamo infine per incontrare la vita.
Voglio andare in Congo per riabbracciare la vita. Voglio dare amando, voglio fare il volontariato. Voglio ritrovare me stesso nei volti dei bambini degli ultimi. Sì, Dio ci aspetta in Congo nei volti concreti, nelle storie concrete, negli incontri concreti. Sì, questo pellegrinaggio lungo: dalla Malpensa si sale in aereo. Si fa uno scalo a Roma. Poi si riparte. Si fa uno scalo ad Addis Abeba. E finalmente si riparte. Si scende su Goma contemplando il bel lago Kivu, le case, la città: l’aeroporto è in mezzo alla città. Sì proprio lì andiamo. Poi si attraversa il lago kivu in nave. Siamo a Bukavu. Anche qui volti, storie, celebrazioni lunghe, cantate, ballate, commoventi. Fino qui questo scritto sarebbe incompleto perché c’è un segreto.
Ma perché partiamo? Partiamo per fare un altro pellegrinaggio. Sì, per riabbracciare la vita: per servire.
In realtà partiamo per lasciare incontrare da Dio tramite sguardi, occhi, parole, pianti, lacrime, balli, gioia, commozione, benedizione, celebrazioni, condivisione della vita. Sì, partiamo per incontrare quella Vita che è dentro di noi. Partiamo per incontrare quel Sigillo di bontà, di bellezza, di amore, di tenerezza che Dio ha immesso nel nostro cuore per sempre.
Partiamo per condividere con fratelli e sorelle la storia delle stelle.
E se non brilla abbastanza Dio ci penserà per farla brillare perché per questo andiamo. Dio ci metterà un angelo, un evento, una storia che farà BRILLARE PER SEMPRE QUELLA STELLA.
In vista di preparare questo viaggio, i giovani ambrosiani che andranno in missione quest’anno si sono radunati sabato 29 giugno nella chiesa sant’Eustorgio per implorare la benedizione. Tanti erano i giovani che partono, che vogliono abbracciare il mondo. Tanti sono i giovani che hanno ricevuto il Mandato missionario. Andate, imparate, abbracciate l’amore. I saveriani accompagnano 6 ragazzi da Salerno, Parma, Desio, Paina, Brescia.
Vivranno il sogno di Conforti: il mondo può diventare una sola famiglia concretamente e non a parole.
i rispecchieremo in tanti popoli con i loro volti, le loro storie e con le sfide come la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso e interculturale, la salvaguardia del creato.






