A Parma, come tornare alle fonti
P. Emmanuel Adili Mwassa è la new entry della Teologia saveriana di Parma. Affiancherà il rettore p. Mauro Loda nella formazione. Congolese, arriva dalla comunità di Desio, dove è stato rettore. Si presenta ai lettori, anche se il suo non è un volto totalmente nuovo…
In questi giorni, ho riletto la mia vita. Sono partito dall’infanzia. Ho notato che c’è sempre la mano di Dio, ci sono persone belle, buone, degli angeli che il Signore mi mette vicino. Ho pensato all’Amore smisurato dei miei genitori. Ho pensato ai miei fratelli e sorelle che mi accompagnano in tutte le tappe della mia vita. Ho pensato al clima familiare quando tutti giocavamo con papà, ci prendevamo in giro, andavamo a pescare, a coltivare, a fare dei lavori, e con mio fratello Pépin servivamo all’altare come chierichetti. Tanti ricordi. Tanti amici. Gratuitamente Dio mi ha consacrato con i voti religiosi nella famiglia dei Saveriani, gratuitamente mi ha dato il dono del sacerdozio missionario, gratuitamente sono stato inviato a Desio ed ora qui a Parma. Ritroverò p. Nazzareno Corradini che era con noi in Brianza. P. Nazzareno è un missionario accogliente, amabile, semplice, profondo, uomo di preghiera dal sorriso tenero che scioglie i cuori duri.
I saveriani hanno quattro Studentati Teologici Internazionali nel mondo, dove vengono formati i nostri giovani provenienti da tutto il mondo. Uno per continente. Lo Studentato teologico saveriano per l’Europa, lo sapete, è a Parma, dove io stesso ho studiato teologia per cinque anni. Ora, mi è stato chiesto di rendere servizio in questa comunità come parte del team formativo, a fianco del Rettore p. Mauro Loda. Parma, per noi saveriani, è il centro della spiritualità. Qui sono nati il nostro Istituto e il nostro Fondatore. Ritornarci è come tornare alle fonti (penso alla tomba di san Guido M. Conforti, alle sue memorie, ai missionari ammalati al quarto piano). A Parma ho tante conoscenze, vive la famiglia che mi ha accompagnato all’altare e ho un legame particolare con la parrocchia di Torrile.
La presenza dei teologi saveriani costituisce la freschezza e la speranza della nostra famiglia religiosa e del mondo, che sta diventando più internazionale e interculturale. L’interculturalità, per noi, è manifestazione del volto di Dio. Ogni comunità internazionale è comunità Pentecostale. Gli studenti attualmente a Parma sono desiderosi di annunciare Cristo dove saranno inviati.
In questi anni, ho incontrato tanti giovani nelle scuole. Ho trovato ragazze e ragazzi aperti, che si fanno domande, che creano spazi di incontro del diverso. Il dialogo interreligioso lo si tocca nella scuola con grande forza, dove convivono in pace tutti i giorni studenti di culture e fedi diverse. Già il Cardinal Martini diceva che solo i giovani possono cambiare il mondo, perché sognano ancora. Forse, però, è un errore dire che i giovani sono il futuro. Loro sono qui ed ora il presente dell’umanità.







