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Animazione Missionaria e Vocazionale

Desio (MB)



Presentazione

La nostra casa vuole dunque essere “spazio aperto” di condivisione con la famiglia saveriana, composta dai missionari saveriani, dalle missionarie saveriane e dai laici saveriani. Insieme incroceremo cammini di vita alla luce di Cristo con un grande desiderio di felicità e di pace.

Cdesio celebrazionei rispecchieremo in tanti popoli con i loro volti, le loro storie e con le sfide come la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso e interculturale, la salvaguardia del creato.

Qui, dall’inizio alla fine, la missione è intesa come incontro tra persone in Cristo che, secondo continenti, modalità e tempi diversi, suscita sfide, accende il cuore di desideri e porta a formulare progetti.

Offriamo, dunque, strumenti di animazione, itinerari e proposte di formazione, incontri di Spiritualità alla luce del Vangelo, l’ascolto di testimoni, di missionari che hanno già fatto la loro scelta di vita accanto agli ultimi del mondo.

Insieme, ci collegheremo con tante persone già impegnate nella diffusione del Vangelo e anche noi potremo scoprire cammini per farlo a partire dal nostro territorio, dal nostro ambiente lavorativo, scolastico o universitario, per essere anche noi proiettati verso gli altri… “fino agli estremi confini della terra!

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"Un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho" (Lc 24,39).

Nella Pasqua anno 2022 che stiamo celebrando, queste parole di Gesù continuano a riverberarmi, straordinariamente cariche di verità e di attualità, meravigliato a me stesso di non averne finora percepito il profondo valore. L'interpretare la risurrezione di Gesù a semplice simbolo di rinnovamento circoscritto alla sfera interiore o intellettuale o spirituale, si direbbe a un evento che riguarda l'anima e non il corpo, mi ha allettato nel passato. Mi era apparso anche come un metodo convincente per accostare l'uomo moderno al Vangelo: una risurrezione alla new age. Quindi ho visto il graduale disfarsi di ogni vantato raccolto ottenuto attraverso tale proselitismo a facile prezzo. Del resto, anch'io che parlavo loro delle 8 beatitudini, gongolavo nell'attesa di far colpo, di conquistare. Il peso della carne e delle ossa mi dava quasi fastidio.

"Non assuefacciamoci alla guerra", raccomanda papa Francesco. Sì, l'assuefarsi a una situazione finendo per darla come ovvia, perfino una situazione di guerra, consegue dal parlarne e parlarne senza toccare terra, ma facendo frullare nell'aria idee senza carne né ossa. Per i bambini e le donne dei luoghi di guerra non è così. Essi non ne parlano, ma muti ne portano il peso nella loro carne e sulle loro ossa.

Quando le parole abbondano senza la carne né le ossa del loro significato originario, nell'atmosfera si ingenera il clima di un massimalismo in cui le tante e tante parole perdono il loro significato unico e distinto e si prostrano alla massificazione in un'unica idea dominante. Anche la risurrezione di Gesù può essere massificata, prostrandola ad una sola idea dominante: Gesù è risorto perché è Dio. Soppesando le parole di questa risposta ne viene subito una obiezione: Ma perché ha dovuto morire se è Dio che tutto può? C'è un massimalismo religioso e teologico che ignora il peso dei fatti concreti. Nessuno ha visto Gesù risorgere e gli incontri di Maria di Magdala, delle pie donne, di Pietro e dei discepoli con Gesù risorto avvennero tutti in modi distinti, personali e unici, ciascun incontro con la carne e le ossa del Incontrante e dell'incontrato, al punto che sfuggono alla massificazione di una registrazione cronologica. Il risorto in carne e ossa a tu per tu con i discepoli in carne e ossa.

Oggi possiamo parlare della guerra in atto evocando ed evocando situazioni, motivazioni, condizionamenti, fatti del passato e prospettive del futuro, e tant'altro da perderci nella marea di parole, dimenticando che nello stesso istante un bambino, una donna, un soldato russo o ucraino, o un civile in fuga viene colpito a morte. In una clima di massimalismo le responsabilità non hanno un nome proprio. Ciò che è "proprio" ha pure un volto, un abito, uno stile ecc. che è proprio e che non si assoggetta all'idea massificante del tutti uguali. Immaginiamoci che i testimoni della risurrezione di Gesù avessero tutti scritto che Gesù è risorto perché è Dio, anziché narrarci i particolari palpitanti del loro incontro con il Risorto. Noi saremmo qui con un cristianesimo massimalistico e fondamentalistico che ci assoggetta tutti a un Gesù che è risorto perché è Dio, rimasto senza la carne le ossa del tempo che diviene.

E rimarrebbe l'enigma: Se è risorto perché è Dio, perché mai è morto?

Tutto accade sotto lo stesso cielo, tutto è correlato, ma ogni esistente esiste avendo un suo unico, un suo nome, una sua responsabilità. Raimon Panikkar afferma che ogni presente è sempiterno. Il presente è istantaneo, effimero cronologicamente; eppure è la porta stretta da cui si accede all'eterno in cui ogni presente è abbracciato, redento, amato. La via larga delle idee e parole senza carne né ossa, sazia della sua vastità illimitata, non ha alcun angolo che si presti per fermarsi ad aprire un accesso a oltre se stessa. Così tanta cultura, tanta religione, tanta vita sociale di oggi: risurrezione di idee senza carne e senza ossa, perfezione dei 99 giusti che non hanno bisogno di penitenza, per cui non portano nell'eternità la grande gioia che invece porta un solo peccatore, dal nome e cognome propri, il quale fa un cammino concreto di conversione.

Confucio afferma che il sapiente dà il nome proprio, non quello approssimativo, a tutte le cose. Il cammino del Buddhismo Zen è indicato con l'ideogramma che significa camminare e compiere: 行 (gyō).

Gesù disse: “Io sono la via, la verità e la vita”.



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