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Animazione Missionaria e Vocazionale

Desio (MB)



Presentazione

La nostra casa vuole dunque essere “spazio aperto” di condivisione con la famiglia saveriana, composta dai missionari saveriani, dalle missionarie saveriane e dai laici saveriani. Insieme incroceremo cammini di vita alla luce di Cristo con un grande desiderio di felicità e di pace.

Cdesio celebrazionei rispecchieremo in tanti popoli con i loro volti, le loro storie e con le sfide come la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso e interculturale, la salvaguardia del creato.

Qui, dall’inizio alla fine, la missione è intesa come incontro tra persone in Cristo che, secondo continenti, modalità e tempi diversi, suscita sfide, accende il cuore di desideri e porta a formulare progetti.

Offriamo, dunque, strumenti di animazione, itinerari e proposte di formazione, incontri di Spiritualità alla luce del Vangelo, l’ascolto di testimoni, di missionari che hanno già fatto la loro scelta di vita accanto agli ultimi del mondo.

Insieme, ci collegheremo con tante persone già impegnate nella diffusione del Vangelo e anche noi potremo scoprire cammini per farlo a partire dal nostro territorio, dal nostro ambiente lavorativo, scolastico o universitario, per essere anche noi proiettati verso gli altri… “fino agli estremi confini della terra!

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La prima impressione al mio arrivare nella periferia est di San Paolo del Brasile fu quella di chiedermi come il Vangelo potesse incarnarsi nel brulicare frenetico del popolo, in quell´ammasso di case posticce arroccate su colline scoscese che sembravano vietare l´accesso agli sconosciuti: un vero labirinto urbano e sorgere di un nuovo laboratorio di umanità.

Quale dunque lo spazio vitale per l´annuncio della Buona Novella del Regno della vita?

Sfida aperta sia nel contesto della foresta Mozambicana che mi ha accolto poi, sia nella nostra terra divenuta un crovevia di culture e dove la Chiesa ha preso un volto sempre più dalle genti.

In questo clima di rinnovato slancio dell´attività missionaria della Chiesa dettato dalla celebrazione del Mese Missionario Straodinario ormai alle porte, dall´Assemblea Sinodale per la Regione Panamazzonica e per il pressante invito che il nostro Arcivescovo fa, nella sua Lettera Pastorale, affinché tutte le comunità possano avviare un anno pastorale all´insegna della missionarietà, mi permetto di rivolgere cordialmente (con il cuore) a tutti un invito a mettersi in viaggio, come Chiesa in uscita, per riscoprire il valore sempre antico e sempre nuovo della forza (ri)generatrice della Parola di Dio.

Questo itineario lo faremo immaginandoci come una grande famiglia, oserei dire una fraternità universale, il Popolo di Dio.

Un popolo di catechisti e catechiste, di agenti di pastorale, di animatori e animatrici di comunità, di semplici uomini, donne e giovani che annunciano cieli e terra nuovi e denunciano con coraggio tutto ciò che si oppone alla vita in pienezza promessa dal Regno. Desiderei riempire la nostra mente, i nostri occhi, il nostro cuore con i volti, le parole, i sogni, i passi, i gesti di fratelli e sorelle che spinti dalla Carità di Cristo e dalla Sua Parola non si stancano di camminare sino alle periferie della storia e intercettare quell´umanità che attende di essere contagiata dalla gioia del Vangelo.

La missione, da sempre, è questione di fede ed è insita nel dna della Chiesa ma la fede nasce dall´annuncio Evangelico e dalla testimonianza credibile del cristiano. L´Apostolo Paolo in una sua famosa esortazione ci offre la dimanica essenziale di ogni azione evangelizzatrice che, nello scenario mondiale attuale, assume uno spessore profetico: “come potranno invocare il nome del Signore senza aver prima creduto in Lui? E come potranno credere, senza averne sentito parlare ? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi? E come lo annunzieranno, senza prima essere inviati?” (Rm 10,14-15).

La Parola di vita è alla portata di tutti, sospinge il discepolo missionario ad incarnarsi dentro gli ambienti vitali dove si è inviato.

Consentitemi, obbliga il Vangelo ad essere autentico, ad essere generativo di vita ecosostenibile, di giustizia, di fraternità senza esclusioni, di coraggiosa parresia per passare da un´azione pastorale di semplice conservazione a un servizio pastorale decisamente missionario favorendo uno stato permanente di missione in tutto il corpo ecclesiale.

Sulle rive del fiume Zambesi in Mozambico, con i catechisti si usciva in bicicletta e con mezzi poveri, una lavagna, un gesso, qualche foglio per scriverci su si raggiungevano comunità isolate e, seduti per terra, si studiava la Parola di Dio. Quanto entusismo suscitava in loro. Quella gioia che contagiava è la stessa che abbiamo ricevuto quando giovani ci accalcavamo seduti nella nostra magnifica cattedrale nell´ascolto dello stesso messaggio di salvezza.

A proposito come sarebbe bello che sugli schermi posti lungo le navate dello stesso si possano trasmettere in varie lingue frasi della Sacra Scrittura così da contagiare i visitatori non solo con la straordinaria magnificenza della tempio ma anche con la bellezza del Vangelo della gioia.

“Per tutta la terra è corsa la loro voce, e fino ai confini del mondo le loro parole” (Sal 19,5).

p. Sante Gatto, sx.


L'articolo è stato pubblicato su Avvenire-MilanoSette nell'edizione di domenica 6 ottobre 2019

       



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