Tutto era successo la notte di Pasqua a Nefa (periferia di Bafoussam in Camerun, dove ero diventato parroco). Avevamo avuto un centinaio di battesimi la notte di Pasqua e al mattino quelli dei bambini piccoli. Tutta la parrocchia era in festa e arrivavano inviti da tutte le parti per condividere il cibo e la gioia. Anch’io vado a visitare qualcuno dei nuovi battezzati. Faceva molto caldo, come al solito. Mi invitano a mangiare qualcosa. Prendo un pezzetto di pollo e della verdura e bevo un poco di vino. Tutto sembra a posto. Ma la notte cominciano dei dolori forti allo stomaco. Mi sembrava quasi di morire. Già nel pomeriggio inoltrato c’era stata una riunione un po’ burrascosa con alcune persone della parrocchia. Telefono al vicepresidente del Consiglio parrocchiale e infermiere. Gli spiego cosa è successo. Gli dico che “naumia saana”(sto veramente male). Mi chiede cosa è successo. Probabilmente la verdura lasciata al sole ha avuto qualche visita di insetti indesiderata che sono poi transitati nel mio stomaco. Arriva di corsa, anche se ormai faceva buio e mi porta delle pastiglie di carbone vegetale, da prendere per tre giorni. In effetti, dopo poco, la situazione migliora. Certo, se non c’era lui (siamo molto amici e abbiamo fatto diverse cose insieme, sia nel pubblicare il libretto degli incontri per il corso prematrimoniale, come il calendario della parrocchia e altro), forse non sarei qui a scrivere questo ricordo spiacevole.







