“Wandugu wapenzi, sasa ni wakati wa matoleo. Muwe na moyo wazi kwa Mungu na kwa wandugu (carissimi fratelli, è il momento dell’offerta. Abbiate il cuore aperto per Dio e per i fratelli)”. Era il Giorno del Ringraziamento e tutte le piccole comunità e i vari gruppi si erano preparati per portare qualcosa, sia in denaro, come in frutti della terra, per la vita della comunità. Dopo la preghiera dei fedeli, la corale inizia il canto, accompagnato dai tamburi e dai balafon (xilofono con i tasti in legno). Ogni gruppo si avvicina all’altare, cantando e danzando. Portano una busta in cui c’è quanto hanno raccolto (in quell’anno si cercava di comperare un po’ di sedie di plastica per il salone parrocchiale). Era un’atmosfera di festa e di gioia. Ognuno era felice di portare e di far vedere a tutti quello che avevano fatto. Tra i vari gruppi, c’era quello detto di “San Nicodemo” (formato dai capi tradizionali cristiani, che partecipavano alla vita della comunità). In quel momento il canto e la musica si ferma. Dietro ai capi, c’è la loro banda tradizionale. Si sente un’atmosfera particolare, come se tutta la tradizione che ci ha preceduto volesse fare una cosa sola con i presenti. C’era veramente da emozionarsi. Tutti si sentivano uniti a quelli che li avevano preceduti. Un’esperienza veramente speciale. Poi la messa continua. Al momento del ringraziamento (dopo la comunione) tutti i gruppi portano i frutti della terra, segno del loro lavoro, naturalmente sempre danzando. Verranno poi donati ai poveri e qualcosa anche ai padri missionari. La messa termina con l’ultimo canto. Poi tutti si raggruppano nel grande cortile, in attesa di gustare quello che le “wamama catholiques” (le donne cattoliche) avevano preparato fin dal giorno prima. Si condivide il cibo e la festa continua. Poi piano piano rientreranno a casa loro, sempre cantando, pronti a raccontare ai vicini la gioia che avevano vissuto insieme.







