“padiri, unikopeshe franka. Niko na lazima kwa sababu napashwa kufunga safari kwa kusalimia baba yangu mwenye kuishi katika kijiji ya Kazimia ngambo ya bahari ya Tanganika (padre, imprestami i soldi. Ne ho bisogno perché devo viaggiare per andare a salutare mio padre che abita nel villaggio di Kazimia sulle sponde del lago Tanganika)”. Lo guardo, poi gli chiedo: “Unasema kweli? (dici davvero?)”. E continuo, dicendogli che un po’ di tempo fa mi aveva detto che suo padre era morto, quindi mi chiedo perché vuole un prestito. Lui capisce che ha cercato di ingannarmi, poi dice “Unihurumie, padiri, niligidanganya” (scusa, padre, mi sono sbagliato). “napashwa kwenda kulipa deni ya babangu (devo andare a pagare i debiti di mio padre)”. Ho capito che vuole farsi un viaggetto e gli dico che gli darò un aiuto, ma me li deve restituire al ritorno. “Bila shaka, padiri (senza problemi, padre)”. Gliene do pochi, tanto so che posso dire addio a quei soldi. Se insisterò, mi farò un nemico, allora preferisco il male minore. L’importante che lui abbia avuto qualcosa e sia contento. Così lo sono anch’io, senza perderci molto…




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