FARE DEL MONDO UNA SOLA FAMIGLIA
Sabato 9 maggio 2026 si è realizzato un sogno. Il GAMS (gruppo amici missionari saveriani) di Cagliari si è arricchito di altri amici e amiche per vivere insieme una mezza giornata di riflessione sul tema “Fare del mondo una sola famiglia” (come ci ha insegnato san Guido Conforti, fondatore dei Saveriani). Eravamo una trentina di Cagliari e dintorni. 
Alcuni già si conoscevano per gli incontri del secondo e quarto martedì del mese. Altri hanno varcato la porta per la prima volta ed è subito stato bello stare insieme. Padre Sergio ci ha condiviso l’origine del sogno, cioè di allargare ad altre persone il nostro desiderio e impegno di fare del mondo un’unica famiglia. 



Questo, perché tutti abbiamo ricevuto il dono della fede, da condividere e da farlo conoscere in tutto il mondo. Allora cosa possiamo fare? Per fare una famiglia, ci vuole l’amore, perché Dio è amore e noi siamo fatti a sua somiglianza.
Non è un amore solo per qualche volta, ma sempre, come ci dice Gesù “questo è il mio comandamento: amatevi gli uni gli altri”. E più concretamente: vivere l’ACCOGLIENZA e l’ASCOLTO.
E come scriveva papa Francesco nell’enciclica Evangelii Gaudium, “tendere verso la comunione universale, con una progressiva apertura a tutti. Voi siete tutti fratelli”. Poi ci si è divisi in due gruppi per rispondere a queste domande: “sappiamo accogliere, ascoltare”. Ed ecco, in sintesi, le risposte. È difficile, ascoltare-accogliere. Dipende dalla situazione in cui ci si trova. Dobbiamo ampliare la conoscenza, approcciare l’altro.

Per accogliere, dobbiamo accettare che l’altro sia diverso da me. Siamo tutti chiamati a una relazione, a un dialogo con l’altro, con la persona che non conosco. l’altro è una risorsa, anche con i suoi (e i miei) limiti.
Infine, questa fatica di accogliere, mi fa crescere dentro e mi chiede di vedere la positività che c’è nell’altro (e anche in me), astenendomi dal giudicare subito. E così quasi tre ore sono trascorse insieme, ci si è conosciuti meglio e “a si biri (arrivederci) alla prossima volta, magari in giugno…
(p.Oliviero)









