Padre Marco, saveriano di Alzano Maggiore, è stato missionario in Amazzonia e più recentemente in Messico. Attualmente si trova a casa per assistere i genitori.
Ho vissuto e vivo qui ad Alzano il tempo del Covid-19. Un periodo devastante che continua a mietere vittime e che lascia conseguenze nel corpo, nella mente e nello spirito. Molti affermano che niente sarà più come prima.
A mio modo di vedere, una caratteristica che dice che siamo cambiati in meglio è la solidarietà: gesti di carità concreta, ma anche sentire il dolore e la sofferenza degli altri. Il Coronavirus ci aiuta a capire che il nostro dolore non è superiore a quello di coloro che, per esempio, in alcuni stati dell’Africa muoiono di ebola e, nel mondo, soffrono la fame, la sete, la malattia, si trovano in permanente stato di guerra o sono sottoposti ad atroci e disumane ingiustizie, torture, emarginazioni e violazione dei diritti umani. Pensiamo a loro qualche volta? Sperimentiamo tristezza, rabbia, quando ascoltiamo o vediamo questi problemi? Ci chiediamo cosa possiamo fare nel nostro piccolo? Preghiera e carità, qui ed ora, sono gli elementi indispensabili per essere cristiani solidali e fraterni.
Una seconda caratteristica, che indica un cambiamento in noi, è la fratellanza. Ci chiediamo: di chi mi faccio fratello? Di chi mi prendo cura, oggi? Papa Francesco afferma che la fratellanza è ciò che “consente agli eguali di essere persone diverse”. Infatti, mentre l’odio elimina chi è diverso da me, la fratellanza lo accoglie e valorizza. L’affermazione è di altissimo livello e trae con sé un grado di bellezza suprema e di difficoltà evidente. Perché, in fondo, abbiamo i nostri pregiudizi e tendiamo ad etichettare le persone del nostro stesso Paese o di culture diverse dalla nostra, senza avere molto riguardo nei loro confronti.
Infine, una terza caratteristica del cambiamento può essere la riscoperta della spiritualità. Per esempio, i sacramenti, soprattutto l’Eucarestia e la Riconciliazione, i momenti personali e familiari in cui ci dedichiamo alla riflessione, al silenzio e all’incontro con Dio nella preghiera e la formazione cristiana a livello biblico, catechetico e di carità missionaria.
In ottobre ho avuto modo di celebrare la Giornata Missionaria Mondiale ad Alzano Maggiore. Ho condiviso con i fedeli qualche aspetto della missione in Messico e in Amazzonia. A livello generale, sono convinto che il compito del missionario è costruire ponti di fraternità, abbattere muri di separazione tra le genti. La finalità della missione descritta dal vangelo è far scoprire la gioia di essere “fratelli tutti” in Cristo. Con la Carità rendiamo concreta la fede che dà forza alla speranza.
Ricordiamoci nella preghiera. Buon inizio d’anno nuovo a voi, alle vostre famiglie, ai nostri cari presbiteri. Le benedizioni del Signore scendano abbondanti su tutti!







