L’immagine gioiosa che vedete è stata scattata dall’interno del santuario di Altino di Vallalta, prima del Covid-19. Posto a 850 mt., narra l’ennesima storia di misericordia della Madonna. C’è sempre dell’acqua che sgorga, questa volta a dissetare un padre e due figli in grande difficoltà.
Ho avuto la fortuna, chiamato dal parroco don Daniele, di servire per tre anni, il sabato e la domenica, questo posto magnifico che era anche il santuario dei miei prozii, bisnonni e nonni. Prendevano il carretto, e partivano per onorare la madonna di Altino. Era una devozione legata forse alla guerra, ai figli al fronte. La Madonna di Caravaggio era troppo vicina ed era la Madonna delle grazie quotidiane. Quando, però, c’era qualcosa di grave ecco il viaggio per Altino, faticoso, lungo, dove c’era il tempo di inanellare rosari e preghiere speciali e fare qualche sacrificio.
In ogni santuario della Santa Vergine si respira un’aria particolare fatta di fede, sofferenza e speranza. Una delle frasi evangeliche e che hanno attecchito profondamente nel cuore dei cristiani è quel “Donna ecco tuo figlio”, detto da Gesù sul Calvario. La Madonna la sentiamo tutti vicino. Abbiamo imparato fin da piccoli le parole delle nostre madri piene di speranza e gli atteggiamenti sobri ma fiduciosi delle preghiere dei nostri padri nel bisogno, nella necessità. Atteggiamenti che sapevano andare oltre. “Non si prega solo quando hai bisogno di grazie, ma sempre”, mi disse mio padre il giorno della prima comunione.
Si prega per gli altri, quella è preghiera, perché c’è il disinteresse. E se anche sai che sei ascoltato e capito e che la Madonna porterà le tue preghiere davanti al cuore di suo figlio Gesù, rimane il mistero della volontà di Dio alla quale anche Gesù si è chinato dicendo “non la mia, ma la tua volontà sia fatta”. E allora la preghiera che chiede grazie per sé e per gli altri diventa anche preghiera di fede nell’accettare la volontà di Dio. Questa è la grazia più abbondante che i santuari mariani elargiscono: ritornare con la pace nel cuore, capaci e fiduciosi di affrontare dolori e sofferenza con la certezza di non essere mai abbandonati dalla carezza e dall’incoraggiamento di Dio, attraverso il cuore della sua madre amatissima.





