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ARRIVEDERCI, PADRE ERCOLE

ARRIVEDERCI, PADRE ERCOLE

Mercoledì, 05 Dicembre 2018 Zelarino

“Eccomi, eccomi, Signore io vengo…”. E’ stata la risposta di padre Ercole Marcelli, il mattino del 30 novembre 2018. Era andato nell’orto, vicino alla Casa dei Saveriani a Zelarino-Mestre.

La chiamata è arrivata all’improvviso. Forse non se l’aspettava.

Anche lui, come noi, si stava preparando alla festa di san Francesco Saverio, nostro patrono. Ma il Signore della Vita lo ha voluto subito con sé. A Lui non si può dire di no. Non manda nessun avviso. Bisogna essere pronti sempre a dire “Eccomi” e lui ha detto di sì.

Quando la notizia si è diffusa nei dintorni e fino in Calabria, oltre che al suo paese di Perito (Sa), sono cominciate ad arrivare tante testimonianze di affetto, di simpatia e di ringraziamento per la sua vita, donata in modo discreto a tante persone. Egli cercava sempre di vedere il buono in ogni cosa, sia quando era a Taiwan (Cina) e in Sierra Leone, come nelle varie Case d’Italia.

Non parlava molto, ma diceva parole di saggezza, utili per aiutare a costruire un clima di convivenza fraterna.

I suoi familiari sono stati molto colpiti da questa partenza improvvisa. Ma noi missionari, insieme a loro, ci siamo incoraggiati a vicenda per vivere bene questo momento di tristezza alla luce della fede. Nel pomeriggio del 3 dicembre è stato portato nella cappella della Casa di Zelarino, dove è stata celebrata insieme a una cinquantina di amici una messa di suffragio e abbiamo pregato insieme a lui.

Martedì 4 dicembre, nel pomeriggio, c’è stato il saluto con l’Eucarestia nella chiesa parrocchiale di Zelarino. La chiesa, quasi piena e una quarantina tra sacerdoti diocesani e missionari saveriani/e. Ha presieduto l’Eucarestia padre Rosario Giannattasio, regionale dei Saveriani in Italia. Nella sua riflessione, ci ha fatto rivivere padre Ercole, chiedendosi: “in che cosa padre Ercole ci ha contagiati, ci ha segnati e che cosa ci ha comunicato? E’ stato un uomo “elegante” nei rapporti interpersonali, uomo della Parola di Dio ascoltata e rielaborata nel silenzio del cuore e vissuta nell’esperienza della vita. La sua avventura missionaria è partita dal suo paese di Perito (Sa) nel Cilento.

Poi nel 1946 è entrato nella Casa di Massa di Vallo della Lucania. Ordinato sacerdote nel 1959 a Parma. Ha cominciato a donare le primizie del suo sacerdozio missionario con le vocazioni adulte. Poi ritorna il sogno della Cina, primo luogo di missione dei Saveriani, dove lui andrà insieme ad altri 3 a Taiwan, fino al 1972.

Ritorna in Italia per servire la famiglia Saveriana sempre e dovunque, soprattutto nella Casa Madre di Parma con gli anziani e gli ammalati. Finalmente nel 1986 riparte per la missione in Sierra Leone, dove rimarrà fino al 1999. Rientra in Italia e svolge la sua opera in Sardegna e a Gallico (Rc). Rientra ancora in Casa Madre a Parma e dal 2015 era approdato a Zelarino.

Ha accettato tutto in spirito di obbedienza e di comunione ecclesiale in un rapporto positivo, costruttivo e generoso con le varie realtà della chiesa locale. Infine era un uomo di comunione che cercava di aiutare a trovare delle soluzioni condivise ai problemi che si presentavano. La sua presenza qui in mezzo a noi ci aiuti ed essere disponibili dappertutto dove il Signore ci chiamerà”.

L’intervento di padre Cisco, superiore della Comunità di Zelarino, è stato un ringraziamento per la presenza di molte persone, soprattutto (ma non solo) dei confratelli saveriani e dei sacerdoti delle diocesi di Venezia, Padova e Treviso. Don Daniele Memo, vicario per la pastorale della Diocesi di Venezia, portava la vicinanza del Patriarca Francesco, molto colpito da questa partenza improvvisa e aggiungeva, per esperienza diretta, il suo ricordo quando padre Ercole andava per il ministero a Cavallino e Ca’ Vio, come a Jesolo Paese e Jesolo Lido.

Ormai era giunto il momento di partire per il viaggio al paese natio. Un grande abbraccio ai parenti, amici e tante persone che lo avevano conosciuto si posava sulla sua bara semplice. Un fiore era il nostro ricordo e il Buon Viaggio.

Che lui possa riposare in pace e che non si dimentichi di noi, come noi non ci dimentichiamo di lui.

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