SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITA' DEI CRISTIANI, TERZO GIORNO
TERZO GIORNO
Agisci con giustizia, ama la misericordia, vivi con umiltà
Letture
Michea 6, 6-8 Il Signore ha insegnato […] quel che esige da noi: praticare la giustizia, ricercare la bontà e vivere con umiltà davanti al nostro Dio
Marco 10, 17-31 Maestro buono, che cosa devo fare per ottenere la vita eterna?
Commento
Noi, non io. Il profeta mette in guardia il popolo su che cosa realmente significhi la fedeltà all’alleanza di Dio: “Il Signore ha insegnato […] quel che esige da noi: praticare la giustizia, ricercare la bontà e vivere con umiltà davanti al nostro Dio” (Mic 6, 8). Nell’ebraico biblico la giustizia e la misericordia non si differenziano e non si oppongono l’una all’altra; al contrario, sono saldate ed espresse con un unico termine: Mishpat. Dio ci ha mostrato il bene, e ci chiede di perseguire la giustizia con amorevole benignità, vivendo con umiltà. Camminare umilmente con Dio significa camminare accanto agli altri e quindi non è semplicemente un atto individuale, non è il mio cammino, il mio amore.
L’amore cui Dio ci invita è sempre un amore che ci raccoglie in comunione: noi, non io. Questa prospettiva rende molto diverso il modo in cui “pratichiamo la giustizia”. Come cristiani agiamo secondo giustizia per testimoniare il Regno di Dio in questo mondo, e dunque per invitare gli altri a dimorare nella bontà amorevole di Dio. Nel Regno di Dio tutti siamo amati in egual modo, come figli di Dio, e come Chiesa di Dio siamo chiamati ad amarci reciprocamente, fratelli e sorelle, e ad invitare gli altri nel dinamismo di questo Amore.
L’esortazione a praticare la giustizia, amare il bene e vivere con umiltà con il nostro Dio, è anche un’esortazione, rivolta ai cristiani, ad agire insieme per offrire una testimonianza al Regno di Dio che veda le nostre comunità unite: noi, non io.
Unità dei cristiani
“Vivere in umiltà” era un passo troppo impegnativo per il giovane ricco che chiese a Gesù che cosa dovesse fare per ereditare la vita eterna. Fin dalla sua giovinezza aveva obbedito a tutti i comandamenti, ma non fu in grado di fare quell’ulteriore decisivo passo per unirsi ai discepoli di Gesù, a motivo della sua ricchezza; fu trattenuto dai suoi beni. Come è difficile per noi cristiani lasciare ciò che percepiamo come ricchezza, ma che ci trattiene dal raggiungere il più prezioso bene che è l’adesione al discepolato di Gesù come cristiani uniti!
Chiediamoci…
Come possono le nostre chiese rispondere meglio alle necessità del nostro prossimo più vulnerabile? Come possiamo ascoltare con rispetto ogni voce nelle nostre comunità?
Preghiera
Dio misericordioso e amorevole,
allarga il nostro orizzonte, in modo che possiamo comprendere la missione che condividiamo con
tutti i nostri fratelli e le nostre sorelle in Cristo,
per mostrare la giustizia e l’amorevole bontà del tuo Regno.
Aiutaci ad accogliere i nostri vicini come tuo Figlio ci ha accolto.
Aiutaci ad essere più generosi nel testimoniare la grazia che Tu ci doni gratuitamente. Per Cristo
Nostro Signore.
Amen.


PADRE PIETRO UCCELLI
La fama di santità lo accompagnò per tutto il resto della vita, anima semplice e di carattere allegro, era innocente e limpido, rimanendo così fino alla morte, avvenuta il 29 ottobre 1954 nella casa dei Missionari Saveriani a Vicenza, dove le spoglie sono conservate nella chiesetta attinente alla casa stessa di Vicenza.



