L’angelo Gabriele è il messaggero di Dio. È stato nel tempio di Gerusalemme per dare l’annuncio a Zaccaria della nascita di Giovanni il Battista, poi esce dal tempio di Gerusalemme e si dirige verso un piccolo villaggio delle campagne di Galilea. Abbandona la città santa per una regione profana della Palestina, cerca una giovane donna e va a trovarla nella sua casa. È bello vedere che Dio non è chiuso in un recinto religioso, ma parla e si incontra con tutti, non solo si rivela ai sacerdoti del tempio, ma anche a persone semplici come a una ragazza fidanzata, Maria, in una semplice casa di Nazareth.
Il saluto
L’angelo, nel saluto alla giovane, ha parole sorprendenti. “Entrando da lei, l’angelo disse: Rallegrati, Maria, sei piena di grazia.”
L’angelo l’invita alla gioia, che esploderà poi nel canto del Magnificat. Dio si è inchinato su di lei con grande amore, e le ha portato pienezza di vita divina. Maria l’accoglie, come una porta spalancata al sole, come un vaso che si riempie totalmente del dono. Ella è la piena di grazia. Dio ha bussato, lei ha aperto, ed Egli è con lei. È tutta bella, santa. L’amore di Dio la santifica, la riempie di luce, con la sua presenza divina.
L’invito alla gioia giunge fino a noi, poiché quello che è avvenuto in Maria avviene anche in noi, con il dono della sua Parola e della vita nuova. Il Signore viene e con la sua presenza riempie le nostre solitudini. “Più egli è vicino, più egli è presente, più siamo nella gioia; più egli è lontano, più egli è assente, più siamo nella tristezza. Questa è la regola per i cristiani”. (Papa Francesco). “Rallegrati, o cristiano/a, sei pieno/a di grazia”
L’annuncio
Dopo il saluto, l’annuncio. “L’angelo le disse: Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo”. E come avverrà questo? “Lo Spirito Santo scenderà su te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra”
Il nome più importante dato a Maria, proclamato a Efeso nel 431 e che tutta la chiesa professa. è Maria Madre di Dio.
Attorno a questa verità tutto ruota: la persona umana e divina di Gesù, la gioia del vangelo, l’opera di salvezza e di felicità…
In greco madre di Dio è Theotokos, colei che partorisce Dio. Partorire è un termine dell’azione del corpo-umano e Dio è il termine più sublime che richiama Colui che è infinito. L’incredibile divino evento è quello di Maria incinta di Dio.
Il poeta Dante, parlando di Lei, scrive: “Nel ventre tuo si raccese l’amore”. Nel libro dell’Esodo, Mosè riceve questo invito: “Togliti i sandali, perché questo suolo è santo” (Es 3,5). Maria è il roveto ardente.
Maria è esempio per noi, discepoli di Gesù. Ha saputo vivere in pienezza l’armonia tra l’umano e il divino, il corpo e la grazia, la libertà e il dono dello Spirito. Dio non mortifica la nostra persona, ma promuove le più profonde aspirazioni e prepara ogni progetto secondo le qualità di ognuno.
E sull’esempio di Maria siamo chiamati a generare vita in noi e nel mondo, “aiutare il Signore a incarnarsi in questo mondo, prendendoci cura della sua parola, dei suoi sogni, del suo vangelo” (E. Ronchi). Il dono della grazia è seme fecondo, creativo, non può restare statico e secco in noi.
La firma di Dio
Nel messaggio dell’angelo Gabriele c’è la firma di Dio all’inizio e alla fine dell’incontro. Dio garantisce la verità della notizia.
“Il Signore è con te”, dice l’angelo all’inizio. Maria si inserisce nella forza di Dio, che non verrà mai meno. Riceve garanzia dalla sua presenza in tutti i passi che farà, in tutti gli avvenimenti lieti e tristi della sua vita, nei grandi eventi dalla nascita alla morte del Figlio suo. Il Signore sarà vicino a lei, al suo cuore, al suo respiro, nel suo compito di madre.
La seconda firma di garanzia si trova alla fine dell’incontro: “Nulla è impossibile a Dio.” Molte cose impossibili nella storia di Israele sono divenute vere; Elisabetta, che era sterile, è incinta da sei mesi; ora l’impossibile diventa possibile, il verbo eterno si fa bambino nel seno di Maria.
Al saluto (Rallegrati, piena di grazia), all’annuncio (Concepirai un figlio e Lo Spirito Santo scenderà su di te), alla firma divina (il Signore è con te, nulla è impossibile a Dio…
…Maria crede e dice di sì: “Ecco la serva del Signore, avvenga per me secondo la tua parola”. “desidero con gioia che il progetto si realizzi, che la volontà di Dio sia compiuta”.
Per questo Maria è chiamata Ianua coeli , la porta del cielo che permette a Dio di entrare nella storia…
Celebrare il Natale è il nostro sì, sull’esempio di Maria. Il nostro sì è all’invito della gioia e al dono della grazia di essere figli; il nostro sì all’amore gratuito dello Spirito Santo all’accoglienza, alla condivisione e per essere padri e madri per aiutare il Signore ad incarnarsi.
Per ciascuno di noi c’è una storia di salvezza fatta di annunci, di chiamate, di garanzie, di cammini d’avvento. Dio desidera visitarci e attende il nostro sì. “Io, oggi, quale sì posso dire a Dio?”
Nell’attuale situazione di pandemia, nelle discussioni su quello che possiamo fare e non fare, forse nella rabbia e nella stanchezza, Gesù nasce ed è germoglio di speranza, di sogno, di futuro. Che il Natale sia vero secondo l’amore di Dio e non secondo le nostre paure!
GD
Vicenza, 19.12.2020
Quarta domenica di Avvento
2Sam 7,1-5.8-12.14.16/ Rm 16, 25-27/ Lc 1, 26-38
Sì
PADRE PIETRO UCCELLI
La fama di santità lo accompagnò per tutto il resto della vita, anima semplice e di carattere allegro, era innocente e limpido, rimanendo così fino alla morte, avvenuta il 29 ottobre 1954 nella casa dei Missionari Saveriani a Vicenza, dove le spoglie sono conservate nella chiesetta attinente alla casa stessa di Vicenza.






