Due parabole e due modalità
Due parabole: il tesoro nascosto nel campo e la perla preziosa cercata da tanto tempo.
Due parabole per dirci un solo messaggio: incontrare Dio è la cosa più bella che ci possa succedere.
Le due parabole suggeriscono due modalità diverse.
+ L’operaio agricolo, che non possiede la terra e che, per caso, senza averlo programmato, inaspettatamente trova il tesoro.
+ Il mercante, invece, che è ricco, appassionato delle cose più belle, e che gira il mondo per trovare la perla la più splendente, finalmente, dopo una lunga ricerca, la trova.
Sono le due modalità presenti nell’esperienza di fede:
- lo stupore di chi scopre qualcosa di bello e d’inatteso, quasi per caso
- e la fatica di chi cerca, nei contrasti dell’esistenza, quello di cui ha bisogno il suo spirito.
Il tesoro e la perla hanno un grande valore e sono qualcosa di prezioso, che affascina.
C’è il tesoro che supera ogni altra attrattiva e che cambia la vita.
C’è la perla unica al mondo, che tutti vorrebbero possedere.
Tesoro e perla sono i nomi bellissimi del vangelo (ricordiamo l’esortazione di papa Francesco: Evangelii gaudium), o meglio ancora sono nomi della persona di Gesù.
Chi cammina nella fede scopre sempre meglio che essere cristiani non è seguire una dottrina, una morale, un codice di condotta, la frequenza a dei riti,
ma è seguire la persona di Cristo, con la quale entrare in relazione che fa crescere, maturare, arricchire.
I due protagonisti sono spinti da una grandissima gioia
+ Il contadino, un povero bracciante, scopre qualcosa d’immaginabile, è riempito di gioia incontenibile… ed è spinto a fare delle scelte importanti: raccoglie tutti i suoi risparmi per avere il denaro sufficiente e compra il campo nel quale è nascosto il tesoro. Infatti vale la pena vendere il poco che ha per comprare quel campo che gli assicura l’avvenire.
+ Lo stesso avviene per il commerciante, un esperto mercante, intenditore appassionato e ostinato dietro il suo sogno, trova la perla la più preziosa al mondo, entusiasta, vende tutto ciò che ha per averla. … Anche per lui vale la pena vedere il tantissimo che possiede per comprare la perla di grandissimo valore.
La gioia spinge i due nella decisone, li converte, li convince, li fa cambiare la vita.
I due non dicono: abbiamo lasciato, ma abbiamo trovato.
Non dicono: abbiamo venduto, ma abbiamo scoperto.
Non dicono: abbiamo perso, ma abbiamo investito.
- Confrontiamo il vangelo di oggi con la situazione personale o anche con la situazione sociale del paese.
Non siamo ancora usciti dall’epidemia della coronavirus che ha dato un colpo alla nostra sicurezza, creando una profonda inquietudine soprattutto nelle zone più ricche della terra.
Il virus ci ha costretto e ci costringe a fare i conti con il limite, con la fragilità. Infatti constatiamo il limite della vita e della scienza, del mondo e dell’esistenza, delle risorse e dell’economia, perfino degli spazi.
Così nella esperienza della pandemia e nel chiudersi in casa, alcuni credenti hanno potuto incontrare nuovamente il Signore, mentre altri non credenti si sono posti varie domande.
- Un medico in pensione, alcuni giorni fa, mi ha raccontato come ha vissuto la veglia pasquale in casa con la sua famiglia leggendo e pregando le nove letture bibliche e rinnovando le promesse battesimali.
In generale, il virus ha dato una scossa alla superficialità e alla indifferenza e ha risvegliato l’esigenza di una visione delle cose più importanti, più essenziali.
. Cosa ci chiede il Signore in questo tempo?
Ben venga l’annuncio del vangelo di oggi
La nostra vita è una caccia al tesoro e della perla preziosa.
Come dice p. Ermes Ronchi: “Aver fede è un verbo dinamico: bisogna sempre alzarsi, muoversi, cercare, proiettarsi, guardare oltre; lavorare il campo, viaggiare, scoprire sempre, interrogare sempre.”
Credere ci fa bene.
Dio per noi è un tesoro o soltanto un dovere?
È una perla o un obbligo?
Sentiamoci riconoscenti come il contadino fortunato, come mercante che ha trovato. Esprimiamo il nostro grazie a Colui che ci ha fatto incontrare un tesoro, molte perle, lungo molte strade, in molti giorni. Aver incontrato Cristo è stato l'affare migliore della nostra vita. Se noi lo cerchiamo è lui che ci cerca per primo.
Tutti siamo davanti all’offerta della perla preziosa, del tesoro nascosto; all’offerta della fede in Dio, alla gioia del vangelo, al Dio della pienezza di vita e non della paura, al Dio di Gesù che ci dice: “Ti faccio felice.”
PADRE PIETRO UCCELLI
La fama di santità lo accompagnò per tutto il resto della vita, anima semplice e di carattere allegro, era innocente e limpido, rimanendo così fino alla morte, avvenuta il 29 ottobre 1954 nella casa dei Missionari Saveriani a Vicenza, dove le spoglie sono conservate nella chiesetta attinente alla casa stessa di Vicenza.






