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Un uomo venuto da lontano, per offrirci occhiali nuovi: Alejandro Solalinde a Salerno.

Un uomo venuto da lontano, per offrirci occhiali nuovi: Alejandro Solalinde a Salerno.

Martedì, 09 Ottobre 2018 Salerno

Davvero un uomo simpatico, dall’occhio vispo e molto curioso, che sa di avere Dio dalla sua e si prodiga per il Suo Regno. Alejandro Solalinde, nell’incontro affollatissimo tenutosi Domenica 7 Ottobre presso la Casa Saveriana di Salerno, è venuto a prestarci i suoi occhiali per leggere in maniera altra la realtà, vedendo nel migrante, non il problema, ma la risposta a tante nostre domande.

Alejandro, che ha incontrato Paolo VI e Oscar Romero, ha raccontato la sua esperienza di vita, la sua fede e il suo impegno accanto ai migranti, quegli stessi accanto ai quali un tempo passava di fianco con una certa disattenzione e coi quali oggi vive la quotidianità negli “Albergue”, centri dove queste persone possono trovare aiuto.

Da quando si è imbattuto nella “Bestia”, il treno merci che carica i sogni dei messicani che guardano speranzosi le stelle della bandiera americana, ha dichiarato, come il suo stesso secondo cognome preannuncia, guerra al narcotraffico, ai distruttori dei sogni, a coloro che rubano il battito dei cuori di molti, favorendo il traffico degli organi.

Solalinde ha detto: “Tutti siamo migranti esistenziali e la Chiesa è itinerante e deve essere migrante. Tutti siamo pellegrini e non dobbiamo amare così tanto le cose materiali, non dobbiamo vivere per accumulare perché questo ci toglie la libertà. Il neocapitalismo liberale è come una gabbia che ci fa credere che noi vivremo per sempre nella stessa casa, tra le nostre cose, eppure arriverà il tempo in cui dovremmo partire: per sogno, bisogno o per sopraggiunta morte corporale.

Prima o poi tutti migreremo: così è stata già la nostra storia, per cui, prima o poi, l'Europa sarà nelle mani dei migranti, del resto è questo il suo unico futuro”.

Se solo si divulgassero, per essere da esempio, le belle testimonianze di interazione che sono spontaneamente nate anche qui in Europa e che consentono la costruzione di quei ponti che aiuteranno anche l'Europa a mantenere in vita il suo ideale di convivenza pacifica tra i popoli, si potrebbe veramente operare un cambio di mentalità.

Secondo Solalinde, la stessa Chiesa dovrebbe essere più attiva per proporre simili cambiamenti, così come è avvenuto in Messico.

Alejandro ha raccontato che “fino a qualche anno fa, anche in Messico chi aiutava i migranti, sfamandoli e confortandoli, è stato imprigionato con l'accusa di traffico di clandestini solo perché ostacolava le azioni corrotte della polizia. Noi in Messico abbiamo lottato per avere una legge che riconosce l'aiuto umanitario, consentendo di ospitare, aiutare chi è migrante, anche senza documento. Qui in Italia occorre ribellarsi a queste proposte di legge del governo: non esistono persone illegali, ma, come siamo riusciti noi messicani a definirli agli occhi della legge, esistono solo irregolari amministrativi”.

Il nuovo governo messicano vuole che Solalinde si occupi della politica migratoria; egli ha condiviso coi presenti in sala che, col nuovo presidente che si insedierà in dicembre 2018, intende lavorare per apportare miglioramenti significativi.

Alejandro è sicuramente un uomo di grande fede e molto è stato percepito da questa sua considerazione:

         “Io mi muovo con 4 guardaspalle, anche se non voglio; la mia vita è sempre stata in pericolo e questa è cosa buona perché camminando con tanti pericoli, ho perso la paura. Ad un certo punto ho capito che devi solo aver fiducia in Dio, di cui senti la presenza, ma questa non ostacola un grilletto e un'azione criminale da parte di chi opera il male. Dio non è mai stato spettatore della mia vita: mi accompagna e se mi uccideranno, Lui mi accoglierà e mi farà festa. Mi hanno minacciato di morte perché ho disturbato le azioni di un governo corrotto e di coloro che trafficano con la vita dei migranti, ma lo Spirito di Dio ha anestetizzato la mia paura. So che la volontà di Dio non può ostacolare un'azione malvagia che genera dolore.

Dio non vuole nessun crimine, ma riconosce la nostra libertà: tanto di fare il bene quanto il male. In Dio, se perdo la vita, in Lui la guadagnerò”.

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