Come ogni anno, ho voluto fermarmi un momento per mandarvi i miei auguri pasquali — non come un semplice gesto di cortesia, ma come un atto d'amore e di fede condivisa.
Ho preparato per voi una piccola riflessione allegata: è il mio modo di raggiungere ciascuno di voi, anche quando la distanza o il grande numero non mi permette di farlo personalmente. Attraverso queste righe voglio farvi arrivare il mio pensiero, la mia fede, il mio modo di vivere e sentire la Risurrezione.
Viviamo un tempo davvero difficile, in cui l'ombra della morte sembra talvolta alzarsi prepotente e trionfante. Ma è proprio in questi momenti che la Pasqua parla più forte!
Quella notte, laggiù in Terra Santa, tutto sembrava perduto — il buio totale, il silenzio pesante, la pietra rotolata sul sepolcro. Eppure, al mattino, la Risurrezione era lì — reale, luminosa, travolgente — per tutti. Non per pochi eletti, non per i potenti: per tutti. E con essa iniziava un cammino nuovo, fatto di luce, di speranza, di vita che non muore più.
Anche oggi quella luce splende. Anche oggi quella speranza è viva. Anche noi siamo chiamati a rialzarci, a camminare, a non lasciarci vincere dal buio.
Vi abbraccio tutti con grande affetto, portandovi nel cuore e nella preghiera.
Buona Pasqua!







