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Accogliere Gesù alla luce di Fratelli Tutti: secondo incontro

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Perché il bene sia comune…

Erano le 17.00 della domenica, 6 dicembre 2020, quando abbiamo avviato il secondo incontro sull’Accogliere Gesù alla luce di Fratelli Tutti. P. Giuseppe Vignato era già pronto ad arricchirci con la sua riflessione, basandosi sul capitolo 2 (un estraneo sulla strada) e 3 (pensare e generare un mondo aperto) dell’ultima enciclica di papa Bergoglio. Lui ha ribadito che le ombre della società/del mondo di cui il papa parla nel primo capitolo in realtà sono presenti anche nel cuore di ciascun uomo, evidenziati dall’oltrepassare il moribondo dagli uomini religiosi (un sacerdote e un levita). Ci vuole luce per togliere queste ombre e il papa la trova nella capacità di farsi prossimo del Buon Samaritano, di colui che cura l’altro per curarsi. È esattamente in continuazione con la Laudato sì, ossia curare la casa (comune) a partire da chi la abita.

Un estraneo sulla strada (un senza fissa dimora o un emarginato) è quella persona che ci viene accanto, la troviamo però a volte non la conosciamo; perché in realtà l’altro non è un estraneo ma sono io che mi estraneo da lui/loro. Cosa dobbiamo fare? Come la vediamo? Tramite il brano del Buon Samaritano il papa ci invita ad essere noi custodi degli altri, avvicinandoci e chinandoci su loro. Non possiamo estraniarci dalla miseria (la malattia, la solitudine, l’esclusione, la povertà) degli altri perché «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore».

La fratellanza nasce dalla nostra capacità di generare in noi un “noi” (cfr. FT 78), cioè “di essere popolo, di essere costanti e instancabili nell’impegno di includere, di integrare, di risollevare chi è caduto” (FT 77); di rifare una comunità a partire da uomini e donne che fanno propria la fragilità degli altri, fanno prossimi e riabilitano l’uomo caduto, perché il bene sia comune.



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