(fonte: sito della Direzione Generale SX, Roma)
La forte scossa di terremoto che si è verificata il 28 luglio alle 16:27 nel sud del Giappone ha interessato tutte le zone dell'isola di Kyushu dove sono presenti i saveriani. Dopo aver contattato i padri, possiamo dire che stanno tutti bene e che, a parte qualche oggetto caduto e rotto di poco valore, i danni per noi sono contenuti. Il Centro Shinmeizan si trova in questa area, così come le missioni affidate ai saveriani di Arao, Tamana, Yamaga, Kikuchi, Shimazaki e Kengun. Alla scossa principale ne sono seguite innumerevoli altre, di intensità variabile.
I danni nella provincia e oltre sono ovviamente significativi: frane e smottamenti, strade sconnesse, incendi, case crollate, autostrade bloccate, ciminiere abbattute, un centro commerciale esploso probabilmente a causa di una fuga di gas, ecc. I media mostrano soprattutto gli episodi più eclatanti, ma in realtà la popolazione, superato il primo momento di paura, ha ripreso immediatamente la vita quotidiana e il lavoro. Rimettono sugli scaffali ciò che è caduto, puliscono e ricominciano a vivere come sempre: la resilienza giapponese è davvero ammirevole. I criteri di costruzione delle abitazioni in Giappone sono rigidamente antisismici, e questo spiega come i danni possano essere tutto sommato contenuti anche in eventi così estremi.
La zona maggiormente colpita è quella a sud della provincia di Kumamoto, vicino al vulcano Aso, dove sono presenti diverse faglie. Il terremoto ha colpito in modo particolare la città di Yatsushiro, dove si trova la missione del PIME, affidata da pochi mesi a P. Ferruccio Brambillasca. Dopo il sisma, la canonica è in condizioni precarie e il parroco ha timore a dormirvi. Il vescovo Abella, della diocesi di Fukuoka, si è recato immediatamente sul posto per constatare di persona la situazione della chiesa, dei cristiani e della popolazione.
Dieci anni fa un terremoto di pari intensità aveva già colpito la stessa provincia di Kumamoto, e la ricostruzione aveva dato nuovo impulso a tutta la zona. Anche questa volta i vigili del fuoco, la polizia, gli ufficiali statali, i medici e gli esperti delle varie discipline stanno lavorando con grande professionalità e al massimo delle loro capacità.
Preoccupa attualmente il fatto che intere aree del sud della provincia di Kumamoto sono rimaste senza elettricità e senza acqua. Il clima particolarmente torrido di questa estate è difficile da sopportare senza condizionatori e senza acqua. I giapponesi, tuttavia, sono abituati a fenomeni estremi: dopo un momento di smarrimento si riprendono subito, si organizzano e si aiutano. Fanno invece più fatica a riprendersi i numerosi lavoratori stranieri che vivono nella zona. I vietnamiti, non avendo familiarità con i terremoti, si sono spaventati molto.
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






