RdCongo: Colloqui, accordi, negoziati... Cosa cambia?
("Congo Attualita'" n. 514, Rete Pace per il Congo)
INDICE:
1. COLLOQUI DI PACE A DOHA TRA IL GOVERNO CONGOLESE E L’AFC/M23:
Nessun progresso, le due parti restano attaccate alle loro rispettive posizioni
2. ACCORDO DI PACE DI WASHINGTON TRA LA RDC E IL RUANDA:
Nessun cambiamento sul campo, la guerra continua
3. NEGOZIATI TRA GLI STATI UNITI E LA RDC IN VISTA DI EVENTUALI CONTRATTI MINERARI
Mancanza di trasparenza e assenza di consultazioni
1. COLLOQUI DI PACE A DOHA TRA IL GOVERNO CONGOLESE E L’AFC/M23:
Nessun progresso, le due parti restano attaccate alle loro rispettive posizioni
Il 19 luglio, a Doha (Qatar), il governo congolese e l’AFC/M23 avevano firmato una dichiarazione di principi che includeva un accordo di cessate il fuoco. Secondo il testo della dichiarazione, le due parti si impegnavano a rispettare un «cessate il fuoco permanente» e ad «astenersi da qualsiasi azione che potesse ostacolare il cessate il fuoco». Tra la firma della dichiarazione e l’inizio delle trattative ufficiali previsto per l’8 agosto, le due parti dovevano progredire nell’applicazione di misure di distensione che avrebbero permesso di sedersi al tavolo delle trattative.
Si trattava in particolare di trovare un accordo su alcuni preliminari avanzati dall’AFC/M23 alcuni mesi prima: la liberazione dei prigionieri politici da parte di Kinshasa e della revoca delle condanne a morte pronunciate nei confronti di alcune personalità importanti dell’AFC/M23. Ma in tre settimane non è stato fatto nulla. Rimaste per un certo periodo di tempo a Doha, le due delegazioni hanno quindi deciso di tornare rispettivamente a Kinshasa e a Goma.
Nell’Est della Repubblica Democratica del Congo (RDC), dopo la firma della dichiarazione di intenti da parte di Kinshasa e dell’AFC/M23 il 19 luglio a Doha (Qatar), i combattimenti non sono ancora cessati. Gli scontri sono ancora molto frequenti tra le truppe dell’AFC/M23 e le milizie Wazalendo, un mosaico di gruppi armati alleati con l’esercito congolese. L’8 agosto era la data prevista per la ripresa ufficiale dei colloqui di Doha, ma i combattimenti si sono addirittura intensificati. In effetti, le due delegazioni non si sono recate a Doha a causa delle numerose difficoltà che caratterizzano l’attuazione della dichiarazione di principi.
Esse avrebbero dovuto mettersi d’accordo sulle modalità di un “cessate il fuoco permanente”, della liberazione dei prigionieri dell’AFC/M23 da parte di Kinshasa e della revoca delle condanne giudiziarie nei confronti dei leader della ribellione. Dalla firma del 19 luglio, nulla è cambiato, né a proposito del cessate il fuoco, di cui i Wazalendo non sono firmatari, né circa la liberazione dei prigionieri, una procedura che richiederà molto più tempo del previsto.
E come spesso accade in caso di stallo nei negoziati, le armi hanno ripreso il sopravvento.
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






