RD Congo e Ruanda firmano una “Dichiarazione di Principi”
LA RDC E IL RUANDA HANNO FIRMATO UNA “DICHIARAZIONE DI PRINCIPI” A WASHINGTON (STATI UNITI) PER LA PACE NEL KIVU
INDICE
1. LA RDC E IL RUANDA HANNO FIRMATO UNA “DICHIARAZIONE DI PRINCIPI” A WASHINGTON (STATI UNITI) PER LA PACE NEL KIVU
2. CHIAVI DI LETTURA
3. REAZIONI E COMMENTI
Il 21 aprile, il mediatore del Qatar Mohammed al-Khulaifi ha incontrato Massad Boulos, consigliere senior per l’Africa presso la Casa Bianca. Gli Stati Uniti, pur sostenendo il processo di Doha, stanno implementando una propria strategia. Massad Boulos ha recentemente ricordato: «Questo conflitto dura da più di trent’anni. È ora di porvi fine». E per Washington, l’economia è parte della soluzione. Si sta infatti discutendo un accordo minerario con Kinshasa, ma anche con altri paesi della regione, tra cui il Ruanda. Un modo, secondo la diplomazia americana, per ancorare la pace negli investimenti e nello sviluppo.[1]
Una fonte diplomatica ha affermato che una “dichiarazione di principi” avrebbe lo scopo di favorire “una via verso la pace, la stabilità e lo sviluppo economico integrato” nell’est della RDC e “la ripresa di relazioni bilaterali normali tra la RDC e il Ruanda”. L’amministrazione Trump ha mostrato un particolare interesse per la Repubblica Democratica del Congo da quando un senatore congolese ha contattato dei funzionari statunitensi per proporre un accordo minerario in cambio di un aiuto nel settore della sicurezza. Washington sta cercando nuove vie di accesso alle risorse minerarie (rame, cobalto e litio) utilizzate nella fabbricazione dei telefoni cellulari e delle auto elettriche. Attualmente queste risorse minerarie congolesi sono principalmente nelle mani della Cina e delle sue compagnie minerarie. Ultimamente, anche il Ruanda ha annunciato che sta discutendo con Washington su un possibile accordo minerario.[2]
Il 25 aprile, la Repubblica Democratica del Congo (RDC) e il Ruanda hanno firmato una “dichiarazione di principi”, in vista di un accordo per promuovere la pace e lo sviluppo economico nella Regione dei Grandi Laghi Africani, ponendo fine al conflitto che sta devastando l’est della RDC. La dichiarazione è stata firmata a Washington dal ministro degli Esteri congolese Thérèse Kayikwamba Wagner e dal suo omologo ruandese, Olivier Nduhungireye, alla presenza del segretario di Stato americano Marco Rubio. Questa iniziativa diplomatica ha avuto luogo 48 ore dopo il comunicato congiunto firmato da Kinshasa e il gruppo armato M23 e negoziato a Doha con la mediazione del Qatar, per una tregua in vista di un cessate il fuoco e della fine del conflitto. Questa “dichiarazione di principi” è imperniata su sei impegni principali:
– Riconoscimento reciproco della sovranità e dell’integrità territoriale,
– Lotta contro l’insicurezza,
– Promozione dell’integrazione economica regionale,
– Facilitazione del ritorno degli sfollati e dei rifugiati all’estero,
– Sostegno alla MONUSCO,
– Elaborazione di un accordo di pace.
La RDC e il Ruanda si sono impegnati a riconoscere la sovranità e l’integrità territoriale di ciascuno di loro due e a rispettare le frontiere stabilite. In consultazione con il governo degli Stati Uniti, le due parti concordano di intraprendere un percorso che permetta di risolvere le loro divergenze attraverso mezzi pacifici, basati sulla diplomazia e sulla negoziazione, piuttosto che attraverso il ricorso alla forza o a discorsi ostili. La Repubblica Democratica del Congo e il Ruanda devono quindi astenersi da qualsiasi ingerenza nei rispettivi affari interni.
Sul piano della sicurezza, i due Paesi si sono impegnati a creare un meccanismo congiunto di coordinamento della sicurezza, per combattere i gruppi armati e le organizzazioni criminali che minacciano gli interessi comuni di sicurezza. In questo contesto, i due Paesi si impegnano a non sostenere più alcun gruppo armato. Sebbene la dichiarazione non li menzioni espressamente, secondo gli esperti, si tratta dell’AFC-M23 per il Ruanda e dell’FDLR e dei Wazalendo per la RDC.
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