Lo Spirito Santo è il protagonista della missione
La festa di Pentecoste ci ricorda che lo Spirito Santo è il protagonista del dinamismo missionario (Gv 20,21) che «già operava nel mondo prima che Cristo fosse glorificato» (AG, n. 4). L'invio dello Spirito rivela la volontà gratuita di Dio di entrare in contatto con l'umanità affinché essa partecipi alla vita divina. La missione di Dio si rivela nel dinamismo, nell'effusione e nel protagonismo dello Spirito Santo. Presente nella vita di Gesù fin dal suo concepimento e per tutto il suo ministero, fino alla consegna da parte del Risorto ai discepoli, è lo Spirito che risveglia la fede, discendendo anche sui Gentili (At 10,47) e guidando la missione della Chiesa presso i popoli (At 16,6-7).
Lo stesso Spirito, che proviene dal Padre e dal Figlio, crea la Chiesa come popolo di Dio, popolo di credenti e di coloro che agiscono per un mondo fraterno. La Chiesa, creata e guidata dallo Spirito Santo, obbedisce alla Sua azione ed è costituita come luce nel mondo, preparando la Via: Gesù Cristo. È lo Spirito che guida e anima la Chiesa per la sua missione. Senza l'invio e l'azione dello Spirito, la missione compiuta dalla Chiesa sarebbe mera opera umana e non opera e mandato divino. Lo Spirito Santo permette ai missionari di assimilare il Vangelo affinché possa essere vissuto, tracciando sempre un cammino di conversione. Poiché lo Spirito è il protagonista della missione, conduce alla scoperta della portata del Vangelo in ogni tempo.
Lo Spirito fa comprendere alla comunità che, in quanto collaboratrice di Dio, non deve prendersi cura solo di sé stessa. Impara dallo Spirito ad essere altruista e decentralizzata, orientandosi verso l'unità con altre comunità e popoli, in un atteggiamento di dialogo. Lo Spirito sa articolare la pluralità e le differenze in una più grande unità, senza egemonie. Consente di andare oltre un approccio pastorale incentrato sulla mera conservazione per abbracciarne uno decisamente missionario (DAp, 370), in uno “stato permanente di missione” (EG, 25).
Lo Spirito soffia dove vuole (Gv 3,8), perciò «dobbiamo credere che lo Spirito Santo offre a tutti, in un modo noto solo a Dio, la possibilità di essere associati al Mistero Pasquale» (GS 22). Allo stesso tempo, «Egli è l'anima della Chiesa evangelizzatrice» e a lui chiediamo costantemente «di venire a rinnovare, scuotere e spingere la Chiesa in un cammino decisivo verso l'esterno per evangelizzare tutti i popoli» (EG 261). Lo Spirito Santo precede i missionari. Il dinamismo dello Spirito ci sconvolge e ci esige una conversione missionaria permanente, personale, pastorale e strutturale (DAp, nn. 365-370). L'amore che scaturisce dalla Trinità non può essere circoscritto a se stesso, ma si espande e trabocca in tutti e su tutti.
La venuta dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste rende i discepoli missionari, autentici testimoni e profeti, infondendo in loro un'audacia che li spinge sempre a condividere con tutti la loro esperienza con Cristo. Lo Spirito di Dio dona la capacità di testimonianza missionaria. A lui spetta il compito di condurre ciascuno a vivere in una comunità missionaria, sull'esempio delle prime comunità. La Chiesa è missionaria per impulso e azione dello Spirito Santo, che si manifesta e anima la missione.
Rafael López Villasenor, sx.
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






