Eccomi anche quest’anno con gli auguri di Pasqua. Particolarmente… sofferti per la violenza che sembra sempre più “ovviamente” presente nel nostro mondo. Anche perché … sono altri (palestinesi, musulmani, ‘neri’ in generale, poveri diavoli di terre che interessano solo per quando si deve viaggiare o per giustificare il nostro vivere) che sono implicati.
E se un ragazzino di 13 anni accoltella la sua professoressa, o qualcuno (uomo o donna) fa violenza alla persona con la quale vive, risolviamo tutto dando del fuori-di-testa a chi è implicato. Magari dando la colpa a quei ‘social’ o quegli smartphone che ci hanno risolto tanto bene il problema di non poterci preoccupare gli uni degli altri, tanto basta dargli in mano uno di quei cosi lì e se ne sta buono-buono, e non mi disturba. Senza contare che posso controllare ‘on-line’ quello che sta facendo [anche il nuovo ‘figlia/o’ cane-gatto-…].
Sono sempre più convinto che ci salveranno veramente le donne e uomini africani, asiatici, latino-americani che danno importanza alla relazione, magari non sanno scrivere, ne' mandano WhatsApp, ma ti guardano in faccia e curano la relazione (non è tutta poesia, certo…). Vivono la democrazia, quella vera, che si dà il tempo di parlare e discutere per trovare un’intesa a livello della propria comunità. E non dichiara ‘democrazia’ l’imposizione del più forte, che governa perché ‘ha vinto!’. Se uno vince, magari [sempre?] raccontando le cose per tirare gli altri dalla mia parte, l’altro perde, sta sotto, e deve stare zitto.
Per fortuna quel galileo-palestinese-giudeo-magari mezzo-arabo e con frequentazioni più che discutibili, che ha ceduto su tutta la linea alla violenza solo perché è rimasto fedele, fino alla morte, al dare sempre pace, amore, vita, all’offrire sempre la mano a quello che sta per affogare (magari con il rischio di affondare anche lui…) e non si è mai tirato indietro quando c’era da lasciarsi avvicinare da intoccabili [lo dico con vergogna, perché io resto un bel po’ indietro in questo], quel Gesù che volevano buttar giù dalla rupe e che è passato in mezzo a loro continuando la sua strada, quella che arrivava a una collina fuori città a Gerusalemme, è, per dirlo con parole più che adatte:
“Balzato ancora più in alto” perché è il Signore della danza.
BUONA PASQUA a tutte/i. Con l’augurio che lasciamo che Dio, per la forza e imprevedibilità del suo Spirito, faccia saltare la lastra, pesantissima, che ci mantiene nelle nostre tombe nelle quali ci sentiamo così al sicuro, protetti da droni e bombe che cadono, per fortuna, ben lontani.
E ci faccia uscire, così da udire i suoni e vedere le immagini di questo mondo, certo difficile, ma opera di Colui che “vide che tutto quel che aveva fatto era davvero molto bello” (Gn 1,31).
p. Gigi.
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.







