Auguri di Buon anno con pensieri del nostro Fondatore
Siamo ormai alla chiusura dell’anno Giubilare “Pellegrini di Speranza”. Abbiamo appena iniziato il nuovo anno 2026. Con nostri più sinceri e cordiali auguri a tutt*, offriamo alcuni pensieri del nostro Padre Fondatore, San Guido Maria Conforti.
1° - L’ANNO SANTO
San Guido definisce l’anno santo come un «Tempo di redenzione e di benedizione» per tutti e aggiunge:
E’ «Un tempo in modo speciale benedetto dalla divina misericordia. Un tempo santo in cui [...], il Signore viene (è venuto – diremmo noi –, in questo anno santo della Speranza) con la voce di padre amoroso che ci chiama ad avvicinarci a lui per riammetterci nella sua amicizia e farci gustare i frutti soavissimi della sua bontà divina. [...] Il Signore ci offre la pace, pace onorata, nobile e divina, ci assicura la gloria eterna, ci offre il perdono, ci profonde l’abbondanza delle sue grazie.»
Pur vivendo in un’epoca difficile e turbolenta a livello locale e mondiale – così come il nostro mondo di oggi, sconvolto e trafitto da guerre, povertà, fame e disuguaglianze – il nostro Padre Fondatore (ci) scrive:
«… In quest’ora torbida di vita sociale, in quest’ora di odi e di corruzione, voglia il Cielo che lo spettacolo imponente del mondo cattolico che senza distinzione di lingue, di colore, e di nazionalità, uniti in un sol vincolo di fede e di amore, si stringe intorno al Padre comune, sia potente richiamo alla fratellanza universale proclamata da Cristo, la sola che possa assicurare la pace del mondo, quella pace che oggi gli Angeli annunciano sulla culla di Betlem; quella che consiste nel ristabilimento dell’ordine con Dio, coi fratelli, con noi stessi, ed è promessa soltanto agli uomini di buona volontà, quella pace che è preludio della pace eterna.»
(1924, 25 dic., Parma - Cattedrale, Omelia “Il Giubileo”; FCT 27, 167-175)
2° - L'ANNO NUOVO: tempo di nuove opportunità
«Il tempo è prezioso quanto è preziosa la grazia, quanto è prezioso il paradiso, quanto è prezioso Dio» (1918, maggio, Parma, Autografo “La parola del padre”; Pagine Confortiane, 300)
S. Guido M. Conforti tratta questo tema della vita terrena in uno dei primi suoi autografi della serie La parola del padre, nel gennaio 1918. Egli trattava di temi riguardanti la formazione della persona umana, quali la volontà, il carattere, la coscienza, il cuore e... il Tempo, nel titolo dato dai primi saveriani che nel 1937 hanno raccolto per la stampa questi suoi elaborati. Così scrisse il nostro Padre Fondatore:.
«Nella vita presente e nell’ordine naturale, non vi è cosa più preziosa del tempo, che il Signore ci concede nella sua bontà infinita. Il tempo è prezioso quanto è preziosa la grazia divina, che ad ogni istante dovremmo accrescere, quanto è prezioso il tesoro di meriti che ognuno può incessantemente accumulare, quanto è preziosa la gloria celeste, che coll’esercizio delle buone opere sempre più aumenta e grandeggia pel cristiano. Ma per un altro motivo non meno forte è prezioso; esso è breve ed irreparabile. Passa colla rapidità del baleno, e la velocità del treno-lampo, della luce e del suono, vengono meno al paragone. E mentre a tutto si può rimediare, al tempo perduto più non si rimedia. Fugit irreparabile tempus! Eppure, questa è la cosa di cui dalla grande maggioranza degli uomini si tien poco conto e si spreca con leggerezza incalcolabile. Persuaso di tutto questo un uomo di Dio, che la vita trascorre nell’esercizio delle più elette virtù evangeliche e nel giovare al prossimo, suol raccomandare a quanti l’avvicinano due cose: il Crocefisso e l’orologio. Il primo perché è il grande Maestro di ogni perfezione, ed il secondo per misurare con diligenza il tempo onde non perderne un solo istante. » (da VITA NOSTRA a. I - 1918 p. 33.“IL TEMPO”)
«Poche ore or sono si è chiuso dietro a noi un anno, ed oggi dinanzi a noi se ne apre un altro. Dono preziosissimo è il tempo, ed il Signore ce lo concede perché lo traffichiamo nell’acquisto della virtù e nella pratica del bene. (…)
«Come è trascorso per noi, domandiamoci, l’anno testé spirato, cadendo come goccia d’acqua nell’oceano senza sponda dell’eternità? Uno sguardo all’anno scorso (per il fondatore, il 1923) per riandare ai benefici ricevuti da Dio, le vicende liete o tristi attraversate, le colpe e gli errori commessi. Uno sguardo al nuovo anno (per il fondatore, il 1924) che sorge per chiederci quello che ci convenga fare per allenarci a generosi propositi per la nostra santificazione.
La vita nostra sopra di questa terra è un cammino aspro, più o meno lungo che dobbiamo percorrere sospinti come da una forza irresistibile verso una meta ultima che non sappiamo quando potrà essere raggiunta.»
(1924, 1° gennaio, Parma, Omelia per l’anno nuovo; FCT 27, 148)
I nostri migliori Auguri a tutt*!
“Ti benedica il Signore e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”.
(libro dei Numeri 6, 22-27)

I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.








