Skip to main content
Condividi su

il presepe con 5 Gesù-bambino diversamente sani e belli

A te che leggi questa lettera il più sincero augurio di un santo Natale nel dono del silenzio.

Nella chiesa di Milano è consuetudine che i sacerdoti o altri ministri della comunità ecclesiale portino la benedizione natalizia alle case. Anche il sottoscritto in questi giorni ha bussato a centinaia di appartamenti (in città la casa è l’appartamento) per un momento di preghiera insieme con le persone che ivi abitano e quindi benedire i vari ambiti della casa: l’atrio dove si accolgono gli ospiti, la cucina e la sala da pranzo, il
luogo dello studio e del lavoro, l’angolo riservato all’igiene del corpo, e ogni ambito in cui si medita e si prega.

Al sacerdote che fa loro visita spesso le persone hanno qualcosa da confidare o da chiedere. “Le chiedo una preghiera per i miei 5 nipotini” mi disse una nonna ancora piena di vigore. “Chissà come lei, Signora, sarà contenta quando li conduce a passeggio o a giocare nel parco!”, fu la mia spontanea esclamazione. “No! I miei nipotini non possono né correre né giocare come gli altri bambini, perché sono
diversamente sani e diversamente belli!”.
Al sottoscritto, piuttosto meravigliato, la Signora s’affrettò a spiegare il perché di quel
diversamente sani e diversamente belli. Suo figlio e sua nuora non ebbero il dono di figli dalla loro carne e trasformarono quel vuoto in un dono nel silenzio.

Aprirono il loro cuore e la loro casa ad accogliere tramite adozione bambini privi dell’affetto dei propri genitori, bambini che, diversamente sani e diversamente belli, non trovano chi li accolga nel suo cuore e nella sua casa. I primi accolti: due maschietti fratelli (A. e M.) con disfunzione genetica. Poi una bambina (S.) che, idropica, non parlava. Gli ultimi due arrivati, fratello e sorella (G. e N.), con autismo.

Ascoltando questa descrizione provai la meraviglia dei magi quando videro spuntare la stella e, alla nonna dei 5 Gesù-bambino diversamente sani e diversamente belli, lasciai il mio numero telefonico da trasmettere al figlio e alla nuora. Avvertivo forte
il desiderio, anzi il bisogno, anche di una semplice conversazione telefonica a conferma che anche nell’oggi consumistico, si dà il Natale come dono nel silenzio. Sentivo la necessità di tale conforto. La telefonata arrivò la sera stessa. Dopo i primi convenevoli: “p. Luciano, ecco la bella notizia del Natale: recentemente nostra figlia (S.) è riuscita a dire qualche parola! Ci ha messo 9 anni, ma adesso potrebbe anche diventare una letterata!”.

La mangiatoia con i 5 Gesù-bambino diversamente sani e diversamente belli non si trova in una stalla in aperta campagna: si trova al centro della metropoli di Milano. Ma è un dono nel silenzio che si vela nel silenzio.

Il consumismo non ha potuto distruggere il Natale vero, quello che è dono nel silenzio, perché il consumismo è “come un bronzo che rimbomba o come un cembalo che strepita” (1 Cor, 1). Il consumismo è vuoto, è come una maschera e come una parvenza che copre il vuoto.

Lo scambio di voluminosi regali natalizi mi richiama le parole di Gesù ai Giudei: “Come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri?” (Gv 5,44). Il regalo come un dono nel silenzio è quello non studiato, non decorato per soggiogare l’attenzione. E’ quando ho la goccia al naso e ho finito la scorta di fazzolettini di carta e qualcuno mi mette in mano il suo pacchetto. Oppure quando, 85nne, sto in piedi in metropolitana e
un operaio di ritorno dal lavoro mi cede spontaneamente il posto. Il regalo come un dono nel silenzio è pudico, quasi invisibile. E’ sempre legato al bisogno. I regali in sovrappiù sono “come un bronzo che rimbomba”.

Il regalo come un dono nel silenzio è il concepimento della vita.

Gli adolescenti e anche vari giovani di oggi assumono comportamenti scomposti e agitati, a volte anche violenti. Sono i figli concepiti come un calcolo, voluti per uno scopo. La loro vita fin dall’inizio è interessata. Ed interessato è il clima famigliare in cui crescono, già calcolati per un qualche ottenimento. A tali adolescenti e giovani può
mancare l’esperienza di essere visti e trattati come un dono germogliato nel silenzio perfino dai loro genitori. Delle coppie hanno calcolato un cagnolino al posto di un figlio, sottraendo il povero animale dalla sua madre naturale e dai suoi originali comportamenti.

Eppure il consumismo non abbatterà mai il Natale che è come un dono nel silenzio. Il consumismo è vuoto. Alla riapertura dei Notre Dame gli applausi non furono per i grandi del mondo, ma per i pompieri che si sono immolati per salvare la stupenda cattedrale consacrata all’umile ancella di Nazareth. Un

GRAZIE dal cuore a tutti i “Natale come dono nel silenzio”. Basta osservare con il cuore in silenzio e se ne sente la presenza, come un profumo. AVE MARIA!

p. Luciano.



Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito