
Tre racconti di cronaca e uno evangelico, uniti dallo stesso tema. Nella notte del Getsemani, Gesù chiede agli apostoli di vegliare con lui e loro, invece, lo consegnano alla solitudine. Dormono e all’arrivo dei soldati fuggono. Come sono fuggiti Alex, Mohammed e Andrea, quando Joe, Ismail, Giulio hanno chiesto di vegliare il loro morire. Lo stesso accade nell’ultimo episodio evangelico prima della Passione di Giovanni. Gesù attende due giorni prima di raggiungere il capezzale di Lazzaro e lo lascia morire solo, con il suo nome sulle labbra.
LA NOTTE DEL GETSEMANI
Testo: Giuseppe Marchetti
Drammaturgia: Luca Rubagotti
Con: Abderrrahim El Hadiri, Paolo Massini, Gabriele Reboni, Alessandro Zanetti
Video: Maurizio Pasetti e Mara Favero
Presenta: Mario Menin, direttore “Missione Oggi”
Siamo in un ospedale psichiatrico, dove sono ricoverati quattro personaggi che cercano di elaborare il rimorso per non essere riusciti a salvare chi aveva domandato di “morire insieme a loro”. Il primo monologo si ispira a un fatto di cronaca del 2013, quando uno dei due ragazzi italiani, che lavoravano come cameriere e lavapiatti al ristorante Vesuvius di Maidstone, viene ucciso a pugni e calci da tre ragazzi lituani. Il secondo dà la parola a Mohammed, l’unico superstite di un gruppo di quindici persone partite dalla Libia nel 2019 e morte disidratate in un lungo viaggio di 11 giorni e poi buttate in mare. Mohammed è stato trovato accovacciato sul cadavere di un ragazzo di vent’anni sul fondo del gommone. Il terzo monologo viene dalle cronache ospedaliere. Una coppia di amici si separa perché uno dei due risulta positivo all’HIV, una malattia che negli anni ‘80 del secolo scorso equivaleva a una condanna a morte. Il quarto personaggio ha nome Jesus e si autoaccusa di aver lasciato morire Lazzaro senza il suo conforto. Marta e Maria, sorelle di Lazzaro, lo avevano mandato a chiamare: “Signore, colui che tu ami è ammalato”. Jesus, per sfuggire a questa domanda di amore, aspetta due giorni prima di raggiungere Betania. Nella notte del Getsemani, Jesus è consapevole di non esser riuscito a donare a Lazzaro ciò che non aveva e quindi mostra un atteggiamento comprensivo verso gli apostoli che si lasciano vincere dal sonno e non condividono la sua passione. Giustifica il loro comportamento: si sono lasciati sopraffare da ciò che egli chiama “istinto vitale”, che, secondo lui, costringerebbe a perseguire a qualsiasi costo la propria sopravvivenza e si fa portavoce di una tesi lacerante: “l’amore è sempre contro la vita”.




