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Amavamo Dio e il prossimo. Prima dell’arrivo del Vangelo e della colonizzazione, l’uomo Mushi era veramente in intimità con Dio, nostro Creatore, e viveva l’amore. Mio nonno mi raccontò di un uomo che viveva nel suo quartiere: quando un corvo rapiva i pulcini della sua gallina, lui gridava forte e il corvo tornava con i pulcini, deponendoli presso la chioccia. Viaggiavamo e, ovunque arrivassimo, eravamo benvenuti. Una mamma poteva allattare per un’altra mamma. Un uomo non poteva mai oltrepassare un cantiere edile senza dare una mano. E la costruzione non era solo per il proprietario, ma per una comunità. Una mucca forniva il suo latte a un intero villaggio. I nostri valori culturali si riassumono nell’amore, ed è su questo che saremo giudicati alla fine dei tempi: «Amerai il tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso», ha confermato Gesù. In effetti, il messaggio del Vangelo portato dai primi missionari avrebbe dovuto integrare la nostra esperienza e la nostra fede in Dio, ma spesso eravamo visti come un popolo pagano.

La ricerca del profitto, il dio di oggi. Oggi siamo lontani, persi, più inclini all’Occidente che a noi stessi. La ricerca del profitto facile ci sta allontanando dal regno di Dio. Nel mio paese, il Congo RD, da anni viviamo un genocidio, semplicemente per rubare le sue risorse minerarie a beneficio della comunità internazionale attraverso paesi vicini. Non c’è quasi nessun legame tra le autorità e i giovani congolesi. Affermano che siamo la forza del domani, eppure, mentre siamo pronti a lavorare anima e corpo per il benessere di tutti, nessuno ci prende in considerazione. Terminiamo con fatica gli studi e trovare un lavoro è un vero problema: eppure il Congo è un cantiere dove occorrerebbero manodopera, attrezzature e risorse. Non si cercano competenze, ma piuttosto l’appartenenza alla stessa famiglia o gruppo etnico. La gioventù è la forza del domani, ma la stiamo uccidendo attraverso l'alcolismo, la prostituzione e una guerra che ci è stata imposta.

Incarnare il Vangelo nella vita. Preghiamo il Dio dei nostri antenati di allontanare la sventura che ci ha colpito. Dio ci ha creati Bashi, che vivono nel Bushi e parlano Mashi: la continuità dell’opera di Dio ci richiede di vivere come Lui ci ha creati. Certo, ci sono carenze ovunque: abbiamo quindi l’obbligo di comunicare con altre comunità per risolvere determinati problemi, di andare nel mondo e renderlo un luogo abitabile. Osservando la parola di Dio, dobbiamo migliorare il nostro stile di vita senza abbandonarlo completamente. Affermare di seguire Cristo mentre si uccide, si rubano i beni altrui e della nazione, si è corruttibili e si corrompe: questo è il vero paganesimo. Nelle sette, si trascorrono giornate intere a pregare: ma dove non si adempie alle proprie responsabilità, non si appartiene a Cristo, ma al diavolo. Il vero cristiano è colui che si dedica alla vera preghiera e al rispetto per la missione affidatagli da Dio: andare nel mondo e renderlo abitabile.

La “lettera” risale al giugno 2024


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