La prima risposta delle chiese nei paesi di arrivo in Asia è stata di provvedere l’aiuto della solidarietà a chi si presentava con i molti problemi prodotti dall’emigrazione e di offrire il servizio della parola e dei sacramenti. In questo si sono attivati soprattutto i molti missionari presenti, magari adibiti ad altre incombenze, ma che hanno saputo ritagliare degli spazi di tempo per l’incontro con i migranti. Dalla loro avevano uno strumento fondamentale quando si lavora in emigrazione, la conoscenza della lingua dei migranti, di cui in genere il clero locale non è attrezzato.
Il secondo passo è consistito nel cercare una risposta organica al nuovo fenomeno. Con il crescere della coscienza che l’immigrazione è una responsabilità della chiesa locale, e che non si trattava di un fenome…
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