Skip to main content
Condividi su

Lo scorso 15 novembre, presso la sede di Missione Oggi, a Brescia, questo libro è stato presentato durante una tavola rotonda, alla quale hanno partecipato Raniero La Valle e don Albino Bizzotto.

Se Moreno era andato a Sarajevo, era per continuare a fare ciò che aveva sempre fatto: "seguire, ascoltare, condividere i cammini di altre persone…”. (Anna – 3 ottobre 2001 – in ricordo di Gabriele Moreno Locatelli, morto il 3 dicembre 1993, sul ponte Vrbanja di Sarajevo). Quelli che seguono, sono tre percorsi di pace, nonviolenza e condivisione nel fosco scenario delle guerre balcaniche del passato decennio. Sono tre storie raccontate attraverso le voci e le azioni di persone semplici, fallibili, disposte però a mettersi in gioco e a non accettare passivamente l’ineluttabilità della violenza quale strumento di risoluzione dei conflitti.

Il libro è frutto di un lavoro collettivo, durato oltre quattro anni, che si pone non soltanto come testimonianza, ma anche come contributo di riflessione – quanto mai attuale – sull’esigenza di una nuova cultura di pace, capace di farci entrare in relazione con l’altro.

Allora scopriamo che anche dentro il conflitto è possibile dialogare, richiamare le istituzioni alle proprie responsabilità, realizzare insieme – dal basso – cose a prima vista impossibili. Come pure, realisticamente, a volte è possibile chiudere un progetto, di fronte alle difficoltà, alle divisioni, alle contraddizioni tra fini e mezzi.

Prima storia: pace come interposizione nonviolenta e diplomazia popolare. Nell’agosto 1993, di ritorno dalla controversa esperienza collettiva di Mir Sada, alcuni volontari incrociano casualmente un convoglio di 180 persone e 86 veicoli carichi di aiuti umanitari diretti in Bosnia settentrionale, bloccati ormai da cinque mesi dalle autorità croate a Stobrec, a 7 chilometri da Spalato. Sta per iniziare, non dichiarata, la guerra per il controllo degli aiuti umanitari.

La spianata di asfalto di fronte ai camion diventa un “punto di riferimento istintivo”. Ci si accampa lì, per proteggere il carico e condividere le difficoltà degli autisti e delle loro famiglie. Si tenta di squarciare il silenzio dei media. Si intrecciano relazioni con l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati e la Croce Rossa internazionale. Si cozza contro i muri di gomma istituzionali croati e bosniaci. L’esito degli sforzi di mediazione e pace sarà sorprendente.

Seconda storia: pace come condivisione “permanente” e cooperazione decentrata. I camionisti di Stobrec provengono in gran numero da Gradacac, cittadina bosniaca sotto le granate dei miliziani cetnici, dove da tempo manca tutto.

Con i primi interventi umanitari, si consolida il percorso di conoscenza e fiducia tra volontari e comunità locale. Di qui la decisione di con-vivere, in tempo di guerra, le sorti dei compagni di strada di Gradacac, “vedere con i loro occhi”, ricordare loro quotidianamente che un altro mondo è solidale con loro e che non li ha dimenticati.

Quattro persone lì, per due anni, sotto i bombardamenti e tante altre qui, a raccogliere (cose e idee) e coordinare progetti di cooperazione decentrata.

Terza storia: pace come “improvvisazione emotiva”, confronto, lacerazione e “relazione”. Il flusso continuo e inarrestabile dei profughi, in fuga da situazioni di violenza, smuove oltremodo le coscienze e un folto gruppo di volontari si prodiga in due campi allestiti alle porte di Spalato.

Le voci dissonanti dei protagonisti mettono a nudo le contraddizioni e l’approssimazione di un intervento inizialmente prigioniero della logica del fare, dei pacchi da distribuire, nell’illusoria convinzione di poter uscire dal rapporto donatore-cliente, condividendo (a termine) i pasti e i letti del campo.

La lacerazione nel gruppo porterà alla luce, quanto sia difficile lavorare sull’aspetto politico di un intervento di pace che, anche nell’emergenza umanitaria, cerchi di tessere relazioni, avviando processi individuali e collettivi di ascolto e ricostruzione di fiducia e dignità.



Per scaricare la rivista accedi con le tue credenziali d'accesso o abbonati.

Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito