Skip to main content

Tensione missionaria e identità sacerdotale

Condividi su

Volendo rifletteresul mistero della Chiesa, la sua natura e struttura, la sua ragion d’essere profonda, il Concilio Vaticano II si è occupato in modo specifico e dettagliato dei ministeri che sono elemento essenziale della sua identità. Tra i 16 documenti discussi, approvatie offerti come autorevole insegnamento e guida per la vita della Chiesa, troviamo infatti un decreto sull’ufficio pastorale dei vescovi, e ben due decreti che riguardano i presbiteri: uno sulla loro formazione e l’altro sul loro ministero e la loro forma di vita.

Vorremmo qui soffermarci sulle indicazioni che il Concilio ha dato per comprendere il servizio ministeriale e per viverlo fruttuosamente all’interno del grande mistero che è la Chiesa, corpo di Cristo, sua presenza viva nella storia del mondo e strumento della sua azione di salvezza.

CRISI DI IDENTITÀ

Tra i grandi mutamenti e, perché no, turbamenti, che hanno accompagnato il rinnovamento della Chiesa chiesto dal Concilio, occorre senz’altro annoverare anche una crisi di identità dei presbiteri o sacerdoti. Questa è stata condizionata certamente dalle concomitanti grandi trasformazioni avvenute nella società e ripercossesi nella stessa Chiesa durante la “rivoluzione culturale” che ebbe il suo apice negli eventi del ‘68. Ma, in un certo senso, essa è stata anche indirettamente provocata dal Concilio Vaticano II che, chiedendo ai ministri tutti della Chiesa cambiamenti non piccoli nel modo di auto-comprendersi, ha contribuito a questa “crisi di identità” dalla quale solo ora, sembra, ci si stia lentamente riprendendo. Prove dolorose di questa crisi sono state, tra l’altro, le molte defezioni, la diminuzione nel numero di candidati al sacerdozio (sebbene anche qui le cause siano molteplici), oltre ad una inusitata difficoltà a perseverare nel mandato ricevuto e nell’impegno assunto.

ROVESCIAMENTO DI PROSPETTIVA

Mentre il Concilio di Trento, a motivo della sua finalità propria e dei compiti concreti e urgenti con cui doveva confrontarsi, partiva dalla riaffermazione della verità di fede del sacrificio eucaristico per ribadire ed esprimere la identità del “sacerdote” (come il “presbitero” era definito in senso restrittivo), e, inoltre, trattava del ministero nella Chiesa a partire appunto dai sacerdoti, il Vaticano II, con una intenzione più ampia e generale, nella Costituzione sulla Chiesa (“Lumen gentium”) colloca il discorso sui ministeri all’interno del più vasto discorso sulla Chiesa tutta, partendo dal ministero dei vescovi, successori degli Apostoli, e all’interno di questo ministero coglie e delinea l’identità del presbitero.

Di conseguenza, l’identità del presbitero viene vista nel suo insieme, come collaboratore del vescovo in tutto il suo servizio alla Chiesa e al mondo, servizio definito tradizionalmente dal triplice ambito, del governo o guida pastorale, della predicazione della parola di Dio, e della celebrazione dei segni sacramentali della presenza e dell’azione salvifica di Cristo nella sua Chiesa.

IL DECRETO SUI PRESBITERI

Non potendo qui analizzarein dettaglio tutto il ricco testo del decreto “Presbyterorum ordinis”, ci soffermiamo sulla impostazione generale del discorso sui presbiteri e sulla precisa e chiara affermazione della loro missione universalecomeelemento costitutivo della loro identità. Il decreto, sulla scia della “Lumen gentium”, inizia descrivendo il ministero presbiterale come partecipazione al ministero dei vescovi,e definendo questicomecontinuatori del ministero apostolico nella Chiesa. Ne consegue una concezione del ministero presbiterale ricca e feconda, radicata nel ministero degli Apostoli, ampia, universale, aperta sul mondo intero.

Con una felice citazione di un bellissimo e denso testo paolino, il Concilio afferma: “Dato chei Presbiteri hanno una loro partecipazione nella funzione degli Apostoli, ad essi è concessa da Dio la grazia per poteressere ministri di Cristo Gesù fra le genti mediante il sacro ministero del Vangelo, affinché l’oblazione delle genti sia accettabile, santificata nello Spirito Santo (cfr. Rom. 15, 16 gr.)...

Effettivamente, il loro servizio, che comincia con l’annuncio del Vangelo, deriva la propria forza e la propria efficacia dal Sacrificio di Cristo, e ha come scopo che ‘tutta la città redenta, cioè la riunioneesocietà deisanti, offra a Dio un sacrificio universale per mezzo del Gran Sacerdote, il quale ha offerto se stesso per noi con la sua Passione, per farci diventare corpo di così eccelso Capo’ (Agostino, De Civ.Dei 10,6).

Pertanto, il fine cui tendono i Presbiteri con il loro ministero e la loro vita è la gloria di Dio Padre in Cristo. E tale gloria si dà quando gli uomini accolgono con consapevolezza, con libertà, e con gratitudine, l’opera di Dio realizzata in Cristo e la manifestano in tutta la loro vita” (n. 2). Il termine “uomini” (homines) qui sarebbe meglio tradotto, in italiano, con “l’umanità tutta”! Il n. 10, con cui inizia il cap. III, riafferma esplicitamente questa prospettiva universale del ministero presbiterale: “Il dono spirituale che i Presbiteri hanno ricevuto nell’Ordinazione non li prepara a una missione limitata e ristretta, bensì a una vastissima e universale missione di salvezza, ‘fino agli ultimiconfini della terra’ (Atti, 1,8), dato che qualunque ministero sacerdotale partecipa della stessa ampiezza universale della missione affidata da Cristo agli Apostoli. Infatti il sacerdozio di Cristo, di cui i Presbiteri sono resirealmente partecipi,si dirige a tutti i popoli e a tutti i tempi, né può subire limite alcuno di stirpe, nazione o età...”.

LA PREGHIERA DI ORDINAZIONE

Queste indicazioni conciliari sono state accolte e come condensate nella più importante delle modifiche introdotte dalla riforma liturgica post-conciliare nel rito di ordinazione dei presbiteri, nella stessa preghiera di ordinazione pronunciata dal vescovo, che si conclude con una visione grandiosa, missionaria, universale, del loro ministero: “Siano degni cooperatori dell’ordine episcopale, perché la parola del Vangelo mediante la loro predicazione, con la grazia dello Spirito Santo, fruttifichi nel cuore degli uomini, e raggiunga i confini della terra [...] Siano uniti a noi, o Signore, nell’implorare la tua misericordia per il popolo a loro affidato e per il mondo intero.

Così la moltitudine delle genti, riunita a Cristo, diventi il tuo unico popolo, che avrà il compimento nel tuo regno”.


Superamento della crisi

Per un superamento felice della crisi di identità del ministero presbiterale, è necessario che quanti vi sono chiamati assumano con consapevolezza e con entusiasmo i tratti di questa identità come delineati dal Concilio, trasformandoli in forma di vita e facendone il proprio orizzonte spirituale. Si può ben capire che questo cambio di prospettiva possa salutarmene mettere in crisi molti sacerdoti, ma anche aiutarli a superare questa crisi con una chiara e gioiosa consapevolezza della propria vera identità. Essa li unisce intimamente a Cristo, in modo nuovo e speciale; ma ciò avviene nella Chiesa, attraverso una concreta e vissuta comunione di missione con il vescovo e con la comunità dei fedeli, e nella prospettiva della salvezza di tutta l’umanità.

E’ questa la prospettiva che domina anche la conclusione del decreto conciliare sui presbiteri (Cf. n. 22). Papa Benedetto XVI, in occasione del 150mo anniversario della morte del santo curato d’Ars, Jean Marie Vianney, ha recentemente proclamato un “anno sacerdotale”, che inizierà il 19 giugno 2009, solennità del “Cuore”, ossia del mistero di amore misericordioso, di Cristo.

La massima “estensione” della missione del presbitero non può non essere radicata e sostenuta dalla massima “intensità” della sua percezione e appropriazione

in una identificazione mistica con questo “Cuore”, questo amore, di Cristo, fonte e luogo di vita e di salvezza per il mondo intero.



Per scaricare la rivista accedi con le tue credenziali d'accesso o abbonati.

Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito