Autorevoli rapporti dell’Onu e di African Rights parlano di genocidio, torture, razzie, raccolti distrutti, donne violentate, islamizzazione forzata. Questa è la cronaca di un coraggioso tentativo di resistenza.
I promotori della “Campagna italiana per la pace in Sudan” chiedono che l’Onu si impegni per l’apertura di un corridoio umanitario in modo da consentire l’accesso ai Monti Nuba e il soccorso alla popolazione civile superstite (circa 1 milione).
“Case, scuole, moschee e chiese vengono bruciate, le riserve di cibo distrutte, gli animali rubati, la gente massacrata”. (Philip Neroun, responsabile del Nuba relief rehabilitation and development society).
La combinazione di isolamento e di oppressione ha condotto i Nuba ad una situazione di emergenza: al momento la malaria e la lebbra…
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