INTERVISTA A MANDIAYE N'DIAYE
Poco più di un'ora di spettacolo coinvolgente, ritmato, durante il quale è difficile rimanere seduti e non schioccare le dita, come Mandiaye, Mamadou e Moussa, in onore del santo Cheik Ibrahim Fall. Ne parliamo con il primo attore.
Spesso succede che qualcuno pianga ai nostri spettacoli: qui a Milano è successo a due senegalesi. E non credo per nostalgia, ma perché riconosce delle cose di sé.
Da dieci anni faccio questo lavoro e da dieci anni mi sento arricchito anche nella mia cultura e nella mia identità. Sono energie che si scambiano. E si riceve da entrambe le parti.
Il mio teatro ha bisogno di Dioniso. E Dioniso, oggi, sta in Africa". Marco Martinelli - coautore assieme a Mandiaye N'Diaye dello spettacolo Vita e conversione di Cheik Ibrahim Fall, p…
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