RWANDA: LA DENUNCIA DI UN MAGISTRATO SCOMODO
Nell’editoriale di M.O. di novembre chiedevamo all’Unione europea di “sospendere i 50 milioni di dollari al Rwanda per non versare soldi alla guerra: come possiamo favorire con i nostri aiuti un potere che sta facendo guerra a una parte del suo popolo e sta dissanguando anche economicamente un Congo già allo stremo?”.
Il mese seguente, ancora nelle pagine dell’editoriale, abbiamo dato spazio ad un documento giudicato “esplosivo” perché scritto da un sopravvissuto tra i membri iniziali fuggiti dal Fronte patriottico rwandese (Fpr): la “Lettera alla Commissione dell’Onu incaricata di condurre un’inchiesta sulle responsabilità delle Nazioni Unite nel dramma rwandese”.
Rivela le trame del Fpr per la conquista del Rwanda, trame che sono all’origine del genocidio del 1994 e delle altre tragedie che ne sono seguite.
Il presente Dossier è un’ulteriore conferma delle denunce, documentate da un’enorme quantità di prove, riguardanti in particolare l’amministrazione della giustizia in Rwanda. L’autore (morto in esilio il 26 novembre scorso) era, infatti, un alto magistrato, presidente del Consiglio di stato e vicepresidente della Corte suprema del paese. Ha scritto il documento il 24 giugno, appena giunto in Belgio, prima di dimettersi dai suoi incarichi.
Il documento è di 44 fitte pagine dattiloscritte. Il Dossier riporta, in nostra traduzione, particolarmente i capitoli riguardanti la giustizia, oltre che la situazione generale e le prospettive suggerite dal magistrato. Ci auguriamo sia letto da molti.
Ancora una volta ci chiediamo: apriremo, finalmente, gli occhi?







