RITORNO ALLE RADICI DELLA MISSIONE
Nella sua storia, la missione non ha avuto un unico volto, ma ha presentato molteplici teologie e prassi: diversità che non necessariamente si escludono, ma sono complementari e si interpellano. Questo era già vero per la chiesa primitiva: gli autori del Nuovo Testamento, pur nell’unità di fondo, mostrano comprensioni differenti della missione.
La varietà delle “teologie della missione” è dovuta non solo alla ricchezza dell’autocomunicazione di Dio in Gesù, ma anche alla diversità dei contesti socioculturali in cui essa viene annunciata. La teologia è nata come “accompagnamento della missione”: è l’incontro missionario con il mondo che obbliga le chiese a fare teologia.
In questo Dossier vedremo, almeno per cenni, come Gesù ha inteso e vissuto la sua missione, poi come Matteo, Luca e Paolo l’hanno interpretata, in contesti diversi, nelle loro comunità.
Il Dossier è tratto dall’opera magistrale di David Bosch, Transforming mission, in una nostra libera riduzione.
Ai nostri amici l’avevamo annunciato con il titolo I molti volti della missione nel N.T. Abbiamo preferito modificarlo, a sottolineare non solo il fatto che non è pensabile l’imposizione di un’unica idea di missione, uniforme per tutti i contesti, ma anche il fatto che ogni epoca deve creativamente ritornare, come riferimento necessario, alle radici della missione: quella vissuta da Cristo e dai primi cristiani.
È un duplice richiamo che ci sembra utile proporre.






