RIARMO E DISARMO VISTI DALL’ETICA
CONVEGNO 2006
Le nostre società sono profondamente attraversate da una logica di violenza. La produzione, il commercio e l’uso delle armi leggere non fanno altro che rendere esplicita e concreta tale condizione. Le ragioni sono molteplici e interconnesse.
C’è la necessità di ristrutturare i rapporti umani, economici, politici, culturali e civili in una dimensione etica capace di delineare un orizzonte di valori, di illuminare le scelte che siamo chiamati a compiere e le azioni che intendiamo realizzare.
Così interveniamo in tutti quegli ambiti che, volenti o nolenti, determinano la qualità della vita sociale entro cui siamo inseriti.
Ma tale compito non è solo nostro: altri soggetti devono compiere la stessa strada (istituzioni nazionali ed internazionali, organizzazioni economiche e sociali, ecc.).
La mercificazione della condizione umana prodotta da un sistema senza più regole, la concorrenzialità esasperata tra le persone, la marginalizzazione progressiva di gruppi sociali deboli all’interno delle singole società così come di intere popolazioni soprattutto nei Paesi del Sud del mondo, l’accentuarsi di un disagio sociale che sfocia in atti violenti, le spinte a un riarmo generalizzato e diffuso, sono alcuni punti che questo dossier vuole affrontare, offrendo nel contempo un punto di vista etico per delineare alcune piste di lavoro







