QUALE COOPERAZIONE DOPO IL 2015?
L’approssimarsi del 2015 genera molte aspettative su scala mondiale, regionale e locale. Tra le aspettative mondiali, due sono di grande rilevanza: la prima, più nota, riguarda lo stato del mondo in relazione agli otto Obiettivi di sviluppo del millennio (Osm) che l’Onu si è prefisso di raggiungere tra il 2000 e il 2015; la seconda, meno nota, riguarda i Sei obiettivi di educazione per tutti (Ept) che l’Unesco si è prefisso di raggiungere nello stesso periodo.
Il dossier centra la sua attenzione sulla prima delle aspettative mondiali. Quindi, risponde alle domande su quale concetto di sviluppo adotterà la comunità internazionale dopo 2015 e quale modello di cooperazione si farà strada nel periodo 2015-2030. In termini di concetto, ormai è chiaro che il 2015 segnerà il passaggio dagli Osm agli Oss (Obiettivi di sviluppo sostenibile).
Si tratta di un nuovo modello di sviluppo oppure di una nuova denominazione senza modifiche sostanziali? Questo passaggio comporterà o meno l’adozione di nuove strategie di cooperazione internazionale?
Il dossier tenterà di rispondere a queste domande, partendo dalle luci e dalle ombre del periodo 2000-2015: la crisi del Nord e la crescita del Sud, l’aumento del numero dei paesi a reddito medio, il passaggio dagli Osm agli Oss, lo sviluppo del multilateralismo ecc. Gli interventi sono a cura del gruppo di ricercatori della Escuela Latinoamericana de Cooperación y Desarrollo dell’Università S. Buenaventura di Cartagena (Colombia), convenzionata con l’Università del Norte (Barranquilla, Colombia), l’Università di Pavia e le Ong Coopi - Cisp - Vis.





