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PROPOSTA PER UNA PASTORALE MISSIONARIA

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Sulla scia di quanto emerso dal recente Convegno missionario nazionale, a Sacrofano (Roma) 20-23 novembre 2014, una parte del mondo missionario ha pensato di proporre ai vescovi italiani alcune azioni concrete per una pastorale missionaria anche in Italia. La nostra rivista aderisce senz’altro alla proposta (vedi documento sotto), di cui si è fatto interprete p. Carlo Uccelli del “Centro fraternità missionarie” di Piombino.

PROPOSTA PER UNA PASTORALE MISSIONARIA

CENTRO FRATERNITÀ MISSIONARIE

  • Piombino, 6 dicembre 2014

Ai nostri Vescovi, che ci chiedono con sincerità: “Quale indicazione può venire dal mondo missionario per quella trasformazione missionaria che Papa Francesco domanda a tutte le Comunità Cristiane?”, noi, raccogliendo le esperienze delle Chiese in America Latina, Africa, Asia ed Oceania, rispondiamo: la scelta convinta delle Piccole Comunità Cristiane, o Gruppi del Vangelo, o Comunità Ecclesiali di Base in tutte le diocesi e parrocchie. Scelta che comporta:

  • a) Dare il primo posto alla Parola di Dio, messa con fiducia in mano ai laici, in modo che si incarni più facilmente nella vita;
  • b) Fare una scelta preferenziale dei poveri, delle nostre periferie, luogo teologico essenziale per una lettura più autentica del Vangelo;
  • c) Aprirsi all’accoglienza amorosa degli stranieri e di tutte le differenze culturali e religiose, valorizzando in questo ambito la presenza nelle nostre comunità dei preti che vengono come Fidei donum dalle nuove Chiese e di tutti i cristiani che ci portano nuovi stili di Chiesa;
  • d) Favorire una formazione diversa dei preti dando un volto meno clericale al loro ministero nelle parrocchie, e curare una preparazione diversa dei seminaristi che li abiliti come futuri pastori-missionari nelle loro comunità. Per questo scopo ci pare molto importante l’impegno in un Centro studi biblici e pastorali nell’ambito dell’Ufficio missionario nazionale e in coordinamento con il Cum (Centro unitario missionario) e con analoghi strumenti degli Istituti missionari, così da incrementare la ricerca di sempre nuove vie della missione in Italia e nel mondo, rispondenti ai segni dei tempi e alle necessità del nostro popolo e di tutti i popoli per una vita piena e libera! Per la pace!

Aderisci alla proposta mandando una email a: cfm.piombino@infol.it Inseriremo anche te nella proposta che daremo ai nostri vescovi perché ci possano riflettere.

Nell’ambito dell’annuale edizione del “Premio Bulloni”, dell’Amministrazione comunale di Brescia, don Piero Lanzi, membro del nostro gruppo redazionale, è stato premiato con il “Grosso d’oro”. Oltre a d. Piero, anche un saveriano, p. Girolamo Pistoni, ha ricevuto un premio (“Anselmi”). Di seguito le motivazioni.

PREMIO BULLONI A DON PIERO LANZI E PADRE GIROLAMO PISTONI

AMMINISTRAZIONE COMUNALE

  • Brescia, 19 dicembre 2014

L’attenzione agli ultimi, la vicinanza agli esclusi, l’impegno per la promozione umana sono i “fari” dell’impegno di don Piero Lanzi, che ha sempre unito alla sua missione sacerdotale una sensibilità fortissima verso la giustizia sociale e gli sforzi per promuoverla, a ogni latitudine. Don Piero ha dato vita negli anni Settanta alla comunità di base di San Giorgio, ha aderito al movimento dei preti operai, ha favorito la nascita di iniziative a favore degli studenti-lavoratori. Ha sostenuto le lotte di liberazione dei popoli dell’America latina attraverso numerose iniziative: [...] è co-fondatore dell’Associazione pace, solidarietà, cooperazione internazionale (Apasci), ha ideato e ogni anno realizza la Tenda della solidarietà.

La sua è una presenza che ha aiutato Brescia a tenere uno sguardo aperto sul mondo, le ingiustizie, gli sforzi per vincerle.

Padre Girolamo Pistoni è entrato nel 1981 nei Missionari Saveriani ed è stato ordinato sacerdote. Nel 1992 è stato inviato in Sierra Leone dove, nel 1999, è stato protagonista di un episodio drammatico: durante la guerra civile è stato sequestrato e ferito da alcuni ribelli, riuscendo a salvarsi solo perché s’era finto morto. Ristabilitosi dopo questa vicenda, è tornato in Sierra Leone anche se la guerra era ancora in corso.

Dopo che nel paese è finalmente tornata la pace, p. Girolamo è stato nominato parroco. Nel giugno di quest’anno è rientrato in Italia per un breve periodo ma – appresa la notizia che in Sierra Leone era scoppiata l’epidemia di ebola – in settembre è ripartito per la sua missione, per star vicino alla sua gente e assistere – spiritualmente e materialmente – le famiglie in quarantena, isolate per varie settimane se un membro della famiglia è stato colpito dal terribile morbo.

Un esempio di dedizione missionaria totale, di coraggiosa testimonianza evangelica che sconfina nell’eroismo.



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