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La nozione di “dialogo profetico”, a mio parere, si articola come “profezia che adotta il metodo del dialogo”. Nella rivelazione del Nome, per esempio, Dio si mostra come Onnipotente (cfr. Sal 115,3), mentre Israele si scopre come continuamente scelto da Dio. La sua storia diventa sacramento di tale scelta, esperienza della trascendenza divina, modalità di conoscenza dell’essere per analogia (cfr. Sap 13,5). IL PROFETA COME PORTA-PAROLA DI DIO Da qui la visione della profezia come trasmissione della Parola onnipotente di Dio (Sap 18,15), e del profeta – il porta-parola di Dio – come persona sotto la pressione dell’imperativo divino. Dice Amos: “Ruggisce il leone: chi mai non trema? Il Signore Dio ha parlato: chi pu&ograv…

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