II nostro tempo post-industriale e post-cristiano ci spinge a sperimentare una fede che brucia le scorie del privilegio, e che diventa invece testimonianza, profezia. Una fede liberante che non fa vivere in "astratto" la storia della salvezza, sperando in un aldilà consolatorio, ma impegna nella quotidiana storia degli uomini e delle donne, in mezzo alla quale la storia di Dio si è mescolata.
Tale fede svela un progetto che riguarda quanti non contano, e che il mondo disprezza. Essa contempla e vive le meraviglie di “Colui che abbatte i potenti e innalza gli umili”; il Dio degli impoveriti, dei perdenti, dei giovani senza speranza, delle donne emarginate, dei bimbi venduti, il Dio dei senza dio. Tale fede scompagina i canoni stabiliti, rompe i dogmi della sicurezza e ci trascina in…
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