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Teologia liberatrice intercontinentale del pluralismo religioso.

Cammini-Dio_Libro.jpg Il quarto volume della serie Per i molti cammini di Dio è stato recentemente pubblicato dalla piccola casa editrice Pazzini. In Italia erano già stati tradotti i primi due volumi dalla casa editrice EMI, di Bologna, con il titolo Il volto del Dio liberatore, mentre il volume III come il IV sono stati tradotti e pubblicati appunto da Pazzini con il titolo originario di Per i molti cammini di Dio.

In vista di pubblicazione, durante l’anno 2012, per lo stesso editore anche il volume V, conclusivo della serie firmata dai teologi e teologhe dell’Associazione Ecumenica dei Teologi e delle Teologhe del Terzo Mondo (Asett). Un ulteriore e approfondito, oltre che coraggioso e libero, passo nell’elaborazione del nuovo paradigma teologico rappresentato dal pluralismo religioso.

Vi scrivono i teologi e le teologhe dell’Asett. Sono voci soprattutto del sud in cerca non solo di un’etica dell’alterità, quanto, come recita un articolo presente nel volume, di un’ermeneutica dell’alterità. Non si tratta solo di amare il povero (qui la Teologia della Liberazione), ma anche e soprattutto di conoscere l’altro (qui la teologia del pluralismo religioso).

L’opera merita di essere accolta e incoraggiata anche in Italia.

Per una serie di motivi sui quali ci invita a riflettere la teologa valdese Letizia Tomassone che, ancora nella prefazione all’edizione italiana, osserva: “In Italia la riflessione teologica sul dialogo interreligioso è appena ai primi passi e questo volume offre proprio quegli approfondimenti che ci possono stimolare e dei criteri con cui possiamo orientarci. Nonostante i diversi interventi nascano da contesti molto vari mi sembra si possano individuare alcuni punti centrali che danno uno scossone alla teologia cristiana occidentale e la portano di fronte a domande autentiche del presente.

  • 1. La globalizzazione ci fa comprendere più a fondo la questione della giustizia e delle povertà. Il pluralismo religioso è una realtà già vissuta dalle popolazioni più povere nel mondo e l’esclusivismo cristiano sembra riproporre un monopolio occidentale sul divino e sui modi escludenti di amministrare le ricchezze della sua grazia.
  • 2. Il pluralismo religioso si presenta come un nuovo paradigma religioso che non trova risposte nelle teologie delle religioni del passato (teologia del compimento, religioni come preparazione all’evangelo, semi di verità, ecc.).
  • 3. Il cristianesimo stesso, riletto nel suo formarsi attraverso la storia e le culture, si presenta come un sincretismo di credenze e pratiche di popoli diversi.
  • 4. La componente ellenistica del cristianesimo lo porta a dare la preminenza a una logica formale che rischia di schiacciare i corpi, le culture, le spiritualità nella loro multiforme varietà.
  • 5. Oggi il dialogo interreligioso deve tener conto delle diverse appartenenze delle persone, a partire dall’esperienza concreta dei cristiani stessi nei popoli non europei”.

I lavori che compongono l’opera risentono di contesti e luoghi diversi: oltre alle voci latinoamericane, anche alcune africane, asiatiche e perfino europee ed occidentali. Se ne risente l’organicità di un’opera così composita, ne guadagna, invece, il carattere plurale anche del metodo e delle sensibilità in ordine al pluralismo religioso e al paradigma che rappresenta. A scrivere sono soprattutto cristiani che chiedono al cristianesimo di ripensarsi, di auto comprendersi: davanti all’altro, alla sua irriducibilità anche le cifre teologiche, le categorie di pensiero e le pratiche pastorali sono chiamate a ripensarsi.

Al centro, quindi, la multiforme grazia di Dio e la questione della giustizia.

Perché, come ancora osserva Tomassone, “in questo volume si parla di una promessa che apre il cristianesimo a nuovi cammini. Nel pluralismo religioso si manifesta infatti un Dio che non avevamo sospettato né compreso: come sulla via di Emmaus è una presenza che ci rimanda trasformati alla nostra vita. Il pluralismo religioso è, in definitiva, una esperienza profonda di Dio”.



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