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Parole clandestine durante la resistenza

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L'opposizione al fascismo fu fatta anche di atti minimali e quotidiani. La fine della libertà di stampa (1925), e il monopolio informativo che il regime fascista aveva imposto al Paese, obbligarono gli avversari della dittatura a inventare nuove forme espressive, attraverso cui far circolare tra la gente le proprie opinioni, parole d'ordine. La fantasia popolare ebbe così modo di sperimentare una singolare creatività. Quelle frasi vergate con vernice o matita su muri o pareti, quei foglietti di carta fatti scivolare notte tempo dentro le buche delle lettere o sotto le saracinesche dei negozi segnalavano, a loro modo, una drastica presa di distanza dall'autorità civile o militare che controllava quotidianamente lo “stato dello spirito pubblico”. In tale modo, veniva resa evidente&nbs…

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